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IL PROGETTO

Ftth, il “caso” Affi: banda ultralarga per tutti i 2.200 abitanti

Nel comune a ridosso del Lago di Garda parte un progetto con Brennercom per la realizzazione di una rete in fibra cittadina. Si parte dalla zona industriale: connettività ultraveloce per 400 imprese

27 Nov 2014

Domenico Aliperto

In tutta onestà, non sappiamo se secondo i piani del governo il comune di Affi (VR) – 2.200 anime a ridosso del lago di Garda – ricade in quell’85% d’Italia che entro il 2020 dovrebbe essere coperta dalla connessione a banda larga a 100 Mbps, oppure se fa parte del restante 15% della popolazione, a cui spetterà una velocità di trasmissione dati pari a 30 Mbps. Ma è un problema di poco conto, e nemmeno gli abitanti di Affi se ne faranno mai un cruccio, visto che a partire da marzo il loro territorio sarà innervato con una rete in fibra ottica Ftth (Fibre To The Home). Inizialmente saranno l’area commerciale adiacente al casello autostradale dell’A22 e la zona industriale Sottomoscal a beneficiare del cablaggio, con un’offerta di connettività destinata alle circa 400 imprese locali. Ma si tratta solo del primo passo per portare gradualmente l’alta velocità in tutte le case della cittadina veneta.

La tecnologia è quella di Brennercom, che ha replicando l’esperienza avviata due anni fa nel vicino comune di Nogarole Rocca e a Pegognaga (MN). La società altoatesina specializzata in telecomunicazioni e servizi Ict avanzati ha quindi stretto una partnership con l’amministrazione locale, che ha messo a disposizione pozzetti, tubazioni e cavidotti per la posa della fibra. Sarà attraverso la dorsale dell’autostrada del Brennero (lungo cui corre la banda larga del gruppo) che il territorio sarà collegato alle centrali di interscambio di Milano e di Francoforte.

Alla presentazione del progetto, ieri sera nella sala consiliare del municipio di Affi, c’erano non solo il sindaco Roberto Bonometti, l’assessore allo Sviluppo tecnologico Gianmarco Sacchiero e il top management di Brennercom, ma anche moltissimi imprenditori locali. Capitani d’impresa dalle mani ruvide e dal piglio pragmatico che hanno drizzato le orecchie soprattutto quando Sacchiero ha spiegato i vantaggi dell’ultrabrand in termini di maggiore efficienza del business e di abbattimento delle spese di gestione, manutenzione e aggiornamento dell’hardware aziendale.

“La connessione ad alta velocità è l’abilitatore di un nuovo modo di sfruttare le soluzioni digitali”, ha detto l’assessore. “Grazie alla fibra ottica è possibile trasferire tutte le funzioni di stoccaggio ed elaborazione delle informazioni nei centri del fornitore di servizi, senza più preoccupazioni (e costi) legati alle tradizionali sale dati, che al netto di guasti e disfunzioni ormai diventano obsolete nel giro di pochissimi anni. Spostando tutto nel cloud, è sufficiente invece dotarsi di un dispositivo terminale che consente la produttività sempre e in qualsiasi luogo. Tutto ciò senza considerare gli standard di sicurezza offerti da un service provider specializzato. Infatti”, ha rivelato Sacchiero, “non nascondo che il Comune ha tutta l’intenzione di trasferire il proprio server all’interno dei data center di Brennercom”.

La società dispone infatti di un proprio backbone ottico ad alta velocità tra Milano, Verona, Bolzano, Innsbruck e Monaco collegato a una infrastruttura di data center idonea a ospitare i dati della Pubblica amministrazione. I nodi di Bolzano e Trento (a cui si aggiunge quello di Innsbruck) operano in completa ridondanza (in qualunque dato momento ciascun data center è lo specchio esatto dell’altro) e in totale simultaneità grazie a configurazioni cluster e a una super-autostrada informatica che li unisce con la tecnologia Dwdm a 100 Gigabit (100 miliardi di bit al secondo, latenza di 1 millisecondo su 60 km), tra le più avanzate a livello internazionale. Rispetto alla sicurezza fisica, le strutture hanno ottenuto punteggi record nella certificazione Ansi/Tia/Eia 942 e sono garantite anche dallo ISO/IEC 27001:2013, che definisce i requisiti di un adeguato sistema di gestione della data security nelle tecnologie dell’informazione.

Tutto questo significa per organizzazioni pubbliche e private possibilità di attivare funzioni e servizi innovativi e, conseguentemente, capacità di attrarre imprese dei territori limitrofi. Il sindaco di Nogarole Rocca, Paolo Tovo, l’ha confermato: “Nel giro di un paio d’anni molte società hanno spostato la propria sede all’interno dei nostri confini per accedere alla banda larga. E devo ammettere che la scelta di portare la fibra in città ha pagato anche sul fronte del consenso elettorale”, ha aggiunto sorridendo sotto i baffi.

“Il cuore della questione sta nella competitività”, ha detto Karl Manfredi, amministratore delegato di Brennercom. “Oggi un’azienda di Affi che opera sul mercato globale deve essere in grado di restare al passo coi propri competitor. Ma i concorrenti non sono più lo stabilimento affianco o le imprese del medesimo distretto: si trovano negli Stati Uniti, o in Polonia, o in qualsiasi altro Paese che attraverso infrastrutture adeguate li mette in condizione di operare in tutto il mondo. In Italia dobbiamo fare lo stesso, o resteremo inevitabilmente indietro”.

Adesso bisogna vedere come reagiranno le imprese di Affi. Se la risposta, come tutti si aspettano, sarà positiva, il cablaggio verrà esteso e l’ultrabroadband di Brennercom raggiungerà anche le zone residenziali. “È solo una questione di tempo, ne sono certo”, ha commentato il sindaco Bonometti. “Oggi, senza esagerare, diamo ai cittadini un’opportunità paragonabile a ciò che hanno rappresentato in passato l’allacciamento elettrico e l’arrivo della linea telefonica. Nel caso specifico di Affi, la banda larga rappresenta un ulteriore passo verso il raggiungimento del nostro obiettivo di diventare una Smart city”.

Affi ha infatti aderito al Patto dei Sindaci (il movimento europeo che coinvolge le autorità locali e regionali impegnate ad aumentare l’efficienza energetica e l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili per arrivare a ridurre del 20% le emissioni di CO2 entro il 2020) ed è già alimentata al 100% da energie pulite. “Il prossimo step è la totale autonomia energetica”, ha aggiunto Sacchiero parlando col Cor.Com, “e sono sicuro che l’introduzione della fibra ottica, che ho fortemente sostenuto, darà un contributo sostanziale nell’identificazione e nell’adozione delle soluzioni ad hoc più efficaci, così come nell’elaborazione di app che permetteranno ai cittadini di accedere facilmente a qualsiasi tipo di informazione”.

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