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Gartner, l’Asia regina dell’outsourcing

Leader indiscusso l’India, ma anche diversi siti in America Latina sono attraenti per costi, disponibilità e formazione del personale, sostegno del governo, infrastrutture. Nella classifica Top 30 entrano Bangladesh, Bulgaria, Colombia, Mauritius e Perù

20 Dic 2010

I trenta Paesi dove conviene di più portare i propri servizi in
outsourcing? Li ha individuati Gartner: la Top 30 per il 2010-2011,
che conta otto nuovi entranti, è tutta composta da Paesi
emergenti, come sottolinea Ian Marriott, research vice president di
Gartner.

Di questi 30 leader dell’outsourcing, nove Paesi si trovano nella
regione dell’Asia-Pacifico (erano dieci negli anni passati), tra
cui il numero uno indiscusso delle località per esternalizzare i
propri servizi: l’India. Ma del gruppo fa parte il suo principale
concorrente, almeno per dimensioni: la Cina.

Regione per regione, le 30 località da scegliere per
l'outsourcing dei propri servizi sono secondno Gartner nel
2010: Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Costa Rica, Messico,
Panama e Perù in America; Bangladesh, Cina, India, Indonesia,
Malesia, Filippine, Sri Lanka, Tailandia e Vietnam in
Asia/Pacifico; Bulgaria, Repubblica Ceca, Egitto, Ungheria,
Mauritius, Marocco, Polonia, Romania, Russia, Slovacchia, Sud
Africa, Turchia e Ucraina, per l’Emea.

Sette Paesi industrializzati sono usciti dalla Top 30 quest’anno:
Australia, Canada, Irlanda, Israele, Nuova Zelanda, Singapore e
Spagna. Tuttavia, nota Gartner, questi Paesi dovrebbero essere
ancora considerati importanti come siti più vicini e ideali per
aziende che vogliono esternalizzare in più Paesi, anche se qui i
vantaggi di costo sono inferiori. I nuovi entranti di quest’anno
nella Top 30 sono Bangladesh, Bulgaria, Colombia, Mauritius, Perù
(mai apparsi prima nella classifica), Panama, Sri Lanka e
Turchia.

I criteri del giudizio di Gartner sono dieci: lingua, sostegno del
governo verso il settore della fornitura di servizi in outsourcing,
disponibilità di forza lavoro, sistema formativo, costo, quadro
politico-economico, compatibilità culturale, maturità globale e
legale, sicurezza dei dati e della proprietà intellettuale e
privacy.

Sul piano del supporto del governo, per esempio, i Paesi
latino-americani hanno compiuto progressi nell’ultimo anno. In
America il Paese dove si risparmia di più è il Messico, mentre le
infrastrutture sono più sviluppate in Brasile e Cile e la
formazione del personale è migliore in Cile, Messico e Costa Rica.
Eccellente il quadro politico-economico in Brasile, mentre da
questo punto di vista è il Messico ad avere i voti più bassi.

Il supporto del governo nel promuovere i propri Paesi come siti per
servizi offshore è forte in India, Cina e Malesia, mentre resta
basso in Indonesia. L’unione di competenze e economie di scala
rende la forza lavoro indiana la più attraente
dell’Asia-Pacifico, ma gli altri Paesi della regione stanno
migliorando il loro posizionamento. Il sistema formativo è
migliore in Cina, India, Malesia e Filippine; dal punto di vista
dei costi, il Paese più conveniente è l’Indonesia, ma in
generale l’Asia-Pacifico è l’area dove l’outsourcing costa
meno che nelle altre parti del mondo. Nelle altre categorie, però,
la regione è più debole, specialmente per le condizioni
politico-economiche, il quadro legale, la sicurezza dei dati e
della proprietà intellettuale e la privacy. Solo l’India ha un
punteggio “buono”; nessun Paese dell’Asia-Pacifico raggiunge
l’eccellenza.

Quanto ai Paesi dell’Emea, dei 13 nella lista, solo l’Egitto ha
un punteggio superiore a “buono” per supporto del governo alle
iniziative offshore, mentre la forza lavoro non è pienamente
soddisfacente in quest’area, né per disponibilità di risorse,
né per qualità. Anzi, Gartner osserva che i sistemi formativi
dell’Emea sembrano essere peggiorati nel 2010 e Paesi come
Russia, Ungheria e Romania hanno perso punti; intanto, i leader
dell’anno scorso in termini di costi (Egitto, Slovacchia,
Ucraina) sono meno attraenti quest’anno.

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