L'ANALISI

Gartner: “Ogni budget diventa budget IT”

Secondo la società di analisi l’era della digital industrial economy è iniziata. Cloud, collaborazione social, connettività mobile e Internet of things i pilastri della rivoluzione. Sondergaard: “Le aziende che cavalcheranno l’onda riusciranno a conquistare la leadership e a staccare i concorrenti”

Pubblicato il 08 Ott 2013

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La spesa It mondiale raggiungerà 3.800 miliardi di dollari nl 2014, con un incremento del 3,6% rispetto al 2013, ma non sono queste cifre a misurare quella che Gartner definisce la “Digital industrial economy”: a entusiasmare sono le nuove opportunità offerte dalle ultime evoluzioni della tecnologia. Tanto da far parlare di “inizio di una nuova era”. Si esprime così Peter Sondergaard, senior vice president di Gartner e global head of Research della società di analisi, secondo cui il mondo digitale non è più una prospettiva ma realtà. Ciò si traduce in una trasformazione a trecentosessanta gradi: ogni budget diventa un budget It; ogni azienda è un’azienda tecnologica; addirittura ogni persona si trasforma in una tech company.

“La Digital industrial economy verrà costruita sulle fondamenta del Nesso di Forze (una confluenza e integrazione di cloud, collaborazione social, connettività mobile e informazione) e della Internet of Everything unendo mondo fisico e virtuale”, spiega Sondergaard. “La digitalizzazione espone ogni parte dell’attività aziendale a queste forze, tutto ne viene interessato: il modo in cui si raggiungono i clienti, in cui si gestiscono gli stabilimenti produttivi, si genera guadagno o si erogano servizi. Le aziende che cavalcheranno quest’onda oggi saranno le leader della Digital industrial economy e staccheranno la concorrenza”.

Il primo elemento evidenziato da Gartner è l’impatto della Internet of Everything. Nel 2009, si contavano 2,5 miliardi di device connessi a Internet con indirizzi Ip unici, per lo più cellulari e Pc. Nel 2020, questi device connessi saranno 30 miliardi e la maggior parte saranno prodotti. Questo crea una nuova economia. Gartner stima che il valore economico aggiunto totale della Internet delle cose sarà di 1.900 miliardi di dollari nel 2020. “Tutto sarà un mini-computer, non ce ne accorgeremo nemmeno: i device con capacità di elaborare dati e connettersi a Internet saranno nei nostri abiti, negli orologi e in tantissimi altri oggetti, più o meno personali”, nota Sondergaard.

La rivoluzione digitale porta cambiamenti sul mercato It in modo profondo tramite la Internet of Things soprattutto in alcuni settori: nella tecnologia e nel segmento telecom, i guadagni associati con la Internet of Things supereranno i 309 miliardi di dollari l’anno entro il 2020, secondo Gartner. Su tutti i device vinceranno quelli mobili, a partire dai tablet: entro il 2017, l’80% della spesa in nuovi device sarà rappresentata da cellulari, tablet e Pc ultra-mobile e il tablet sarà la prima scelta per quasi la metà dei consumatori mondiali che acquisteranno il primo computer fra tre anni.

Il cambiamento è rapido e le aziende tecnologiche che hanno fornito le soluzioni che hanno caratterizzato il mercato negli scorsi anni potrebbero non essere più adatte a soddisfare le esigenze del mondo digitale. “Quello che molti vendor It tradizionali vi hanno venduto in passato spesso non serve per il futuro digitale”, indica Sondergaard. “La loro strategia di canale, la forza vendita e l’ecosistema di partner devono fronteggiare la concorrenza di aziende con modelli del tutto diversi”. La digitalizzazione crea infatti un ambiente che favorisce, a livello globale, le start-up che crescono con grande accelerazione spinte dalle innovazioni tecnologiche. Molti dei leader del mobile e del cloud sono aziende che cinque anni fa i Cio non consideravano come loro fornitori; d’altro lato, osserva Sondergaard, “molti dei vendor principali di oggi, come Cisco, Oracle e Microsoft, potrebbero non essere più al vertice nella Digital industrial economy.”

Nella Internet of Things, in cui quasi ogni cosa è connessa alla Rete, la generazione di dati si moltiplica in misura esponenziale. Le persone e le loro attività, i dispositivi intelligenti, i device mobili: tutto crea dati. Sondergaard fa notare che le aziende della nuova era digitale sono efficaci se sanno far leva su questa mole di dati in modo da trasformare il loro business.

Al tempo stesso, con tutti questi dati di valore all’interno dell’azienda, la cyber security diventerà tema chiave: le aziende dovranno capire come gestire e mettere al sicuro i dati quando sono dentro e fuori la loro struttura It. I leader It dovranno essere in grado di giocare d’anticipo e prevedere le possibili minacce.

“La sicurezza delle tecnologie embedded che l’azienda possiede potrebbe essere la più importante responsabilità operativa che si prospetterà per i Cio nel 2020,” conclude Sondergaard. “La digitalizzazione creerà nuove infrastrutture ma anche nuove vulnerabilità nelle infrastrutture. Il nostro consiglio è di contare su un portafoglio di security vendor, perché nessun singolo fornitore può garantire copertura di tutti i problemi di sicurezza, ma ognuno è specializzato per aree”.

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