Gatti (Beta80): “Automazione fondamentale per le nuove reti Tlc” - CorCom

L'INTERVISTA

Gatti (Beta80): “Automazione fondamentale per le nuove reti Tlc”

Il Line of Business Director della società specializzata in system integration: “Con i network di quinta generazione gli operatori saranno sempre più attenti all’assurance e alle performance. E le infrastrutture dovranno essere sempre più ottimizzate”

30 Mar 2020

Antonello Salerno

Inserire dosi sempre più massicce di automazione all’interno delle IT operations è oggi uno dei cardini della digital transformation per le telco, tanto più in vista del 5G. L’operation monitoring diventa così uno dei fattori chiave per l’evoluzione verso un rinnovato modello di business dove il valore aggiunto di processi e workflow automatici può essere un ingrediente fondamentale per semplificare processi complessi e creare nuove opportunità. Di pari passo grazie a innovazioni come il software defined network sarà possibile ottenere risultati importanti nel campo dell’assurance e del miglioramento delle performance di rete, integrando magari soluzioni open source e proprietarie, puntando all’ottimizzazione nell’erogazione dei servizi. A fare il punto sull’attuale situazione del mercato in un’intervista a CorCom è Flavio Gatti (nella foto in basso), Line of Business Director di Beta 80, azienda specializzata in consulenza, system integration, delivery applicativa e operations. 

Gatti, come sta cambiando il mercato delle telco? 

Su questo mercato siamo presenti da più di 20 anni al fianco di tutti i principali player del mercato italiano, e siamo testimoni di come il cambiamento che era già in corso stia accelerando in modo deciso, spinto da un fattore strategico: per le aziende di telecomunicazioni il traffico sulle reti è cresciuto e continua a crescere tantissimo, ma i margini non progrediscono allo stesso modo. Questa dinamica ha spinto gli operatori a introdurre servizi a valore aggiunto rispetto alla pura fornitura di linee e di banda, cambiando quindi in parte la propria natura. Il primo requisito per questo passaggio a nuovi modelli di business è che la rete sia capace, resiliente ed efficace. Su questo network poi l’operatore deve poter offrire al cliente, che sia business o consumer, servizi che lo fidelizzino e che lo rendano disponibile ad andare oltre alla mera logica del consumo di banda. Un altro aspetto che ha accelerato questa evoluzione è stata la partenza e l’affermarsi della nuova infrastruttura in fibra supportata dal pubblico: le offerte sono cambiate e stanno cambiando proprio perché tutti gli operatori hanno la possibilità di utilizzare anche una nuova infrastruttura che sta innervando il paese. 

Quali sono i cambiamenti tecnologici più importanti che si inseriscono in questo quadro?

Sono essenzialmente legati all’introduzione del software defined network, che porterà rapidamente a un ampliamento della tipologia e della quantità di oggetti connessi: proprio la sostenibilità della gestione di tutti questi oggetti diventerà sempre più importante. Parallelamente, per noi fornitori di soluzioni tecnologiche a supporto di questo processo di cambiamento, uno dei temi più importanti è quello della compressione dei costi per servizi che sono percepiti dagli operatori come commodity. Il mantra è fare sempre di più con meno risorse, ottimizzando e automatizzando ovunque sia possibile. Tra i settori che si stanno evolvendo più velocemente così c’è quello delle tecnologie per il monitoraggio delle reti, degli applicativi e dei servizi con un focus particolare sull’automazione. 

Che strategie avete scelto per rimanere agganciati ai nuovi trend?

Oggi la nostra Line of Business è basata su tre componenti fondanti: quella consulenziale, quella di system integration e quella dell’erogazione di servizi. Il nostro approccio è sempre basato su queste tre facce, che consentono ai nostri clienti di avere un punto di osservazione non schierato, a differenza di quanto accadrebbe ad esempio se avessero come interlocutore un vendor “puro”. Siamo in grado di mettere in campo una programmazione efficace che parte dall’ideazione e che arriva dritta all’erogazione dei servizi. Grazie all’automazione è possibile riuscirci con servizi che sono contemporaneamente il più standardizzati possibile, ma al tempo stesso elastici e dinamici, a costi sostenibili per le aziende.

In questo panorama uno dei valori aggiunti possibili viene dai dati e dalla loro analisi, che si tratti di manutenzione della rete o di marketing…

Il grande volume di dati a disposizione è uno dei fattori che contribuiscono al cambiamento dei sistemi delle operations. Le innovazioni con cui ci stiamo confrontando permettono di gestire in maniera sempre più efficace volumi di dati via via più grandi, che non riguardano soltanto l’infrastruttura ma arrivano a riguardare anche il funzionamento degli apparati presso gli utenti consumer. I dati oggi diventano sempre più aggregabili e analizzabili: le informazioni tecniche di performance della rete non sono più soltanto di interesse degli ingegneri o delle operations, ma anche – ad esempio – del customer care e del marketing, per individuare opportunità di upselling e definire l’evoluzione delle offerte. Ne deriva che le tecnologie utilizzate dalle telco dipendono sempre meno da un unico strumento o da un’unica piattaforma, ma dall’integrazione di componenti diverse a seconda delle singole esigenze, valorizzando le soluzioni che consentono velocità di attivazione e riduzione al minimo dell’intervento umano attraverso l’automazione spinta.

Quali sono in settori in cui è più utile l’analisi dei big data per una telco? 

Bisogna partire dall’assunto che disporre dei dati non vuol dire soltanto poterli indirizzare verso un data lake, ma piuttosto abilitare una serie di possibilità di analisi, anche predittiva. Ci sono algoritmi che sulla base di una serie di indicazioni sono in grado di prevedere eventuali malfunzionamenti. Ma c’è un atro tema, quello dell’intelligenza artificiale e dell’advanced business intelligence, legata ai grossi andamenti di traffico e alle scelte degli utenti: si tratta in questo caso di misurare in tempo quasi reale, ad esempio, l’efficienza a di una nuova campagna. I sistemi che mettiamo in campo per gli operatori li abilitano proprio a essere protagonisti di queste analisi. 

Quali sono i problemi più importanti da superare per “rendere semplici” soluzioni così complesse? 

Diciamo che l’aspetto tecnologico non è quello che pone le difficoltà più grandi, si tratta di obiettivi che ormai possono essere raggiunti senza grandi problemi. La differenza tra i progetti che hanno più successo e quelli che ne hanno meno ormai non è nella tecnologia o nella scelta di una piattaforma, ma nel riuscire a coinvolgere fino in fondo gli utenti. E’ spesso un tema di mindset, di come l’operatore concepisce se stesso e il proprio ruolo.

Che cambiamenti ha innescato l’affermarsi dell’Sdn?

Il tema del momento è la velocità nella implementazione dei cambiamenti e la flessibilità. Il cambiamento inizia già con il software defined network, che impone alle telco di riconsiderare alcuni modelli organizzativi legacy, consentendo alle operations di gestire in maniera un po’ più autonoma le configurazioni, in tempi brevi e potendo contare su una mole più ampia di informazioni. Per questo una dei nostri stream di R&D si sta proprio in questi mesi concentrando sulla tematica e contiamo di avere a breve un set di soluzioni da proporre ai nostri clienti.

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