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LAVORO

Giochi online, in Italia cresce la domanda di professionisti di e-marketing

Lo sviluppo del mercato genera il bisogno di specialisti, in particolare per la promozione dei servizi. Poker.it fra le aziende di maggior successo nel nostro Paese

10 Feb 2014

Nel corso del recente World Economic Forum di Davos il CEO di Google Eric Schmidt non ha certo diffuso opinioni positive sull’andamento del mercato del lavoro nei prossimi decenni. Se tutti gli indicatori economici parlano di una ormai consolidata ripresa economica in Europa e negli Stati Uniti, pare che questa sarà quasi certamente “jobless”, ossia non creerà nuovi posti di lavoro. Colpa della tecnologia, che starebbe producendo una sorta di effetto “Amazon” in tutti i settori lavorativi.

Se infatti la società di Jeff Bezos ha messo in ginocchio la vendita al dettaglio dei libri ed anche di elettronica (basti pensare a Best Buy che ha dovuto lasciare a piedi centinaia di impiegati nel solo Canada), lo sviluppo tecnologico potrebbe mettere a repentaglio milioni di tradizionali posti di lavoro in tutto il mondo, persino nel settore agricolo.

Anche una economia in ripresa come quella americana soffrirà di questa fase di sviluppo “jobless” e gli Stati Uniti di Obama, tanto votato dai più giovani, stanno attraversando un periodo in cui la disoccupazione giovanile è ai massimi storici, in percentuale più che doppia rispetto alla media nazionale.

Tuttavia, lo sviluppo di una economia digitale presenta anche opportunità di business e occupazionali, e si possono intravedere anche nel mercato italiano. In Italia infatti il settore dell’e-commerce ha raggiunto un volume di affari di circa 20 miliardi di euro e quello che è più interessante è che il nostro paese è in questo settore in fondo alle classifiche europee: la notizia buona è che ci sono ampi margini di crescita, che si può davvero tradurre in tanti nuovi posti di lavoro.

Basti pensare a settori quali Travel e Giochi, entrambi con business models caratterizzati dalla fisicità della location dove espletare il servizio (rispettivamente agenzie di viaggio e casinò terrestri) ma che hanno saputo adattarsi con successo all’evoluzione del mercato e complementare l’offerta tradizionale con quella digitale.

Lo sviluppo del settore giochi online da parte sua ha generato il bisogno di nuove figure professionali legate al marketing online e ha visto nascere e prosperare realtà aziendali che operano nel nostro mercato, tra le quali di maggior successo sicuramente Poker.it, e che hanno dato vita un nuovo giornalismo di nicchia.

Un dato significativo: studi rivelano che l’80% dei nuovi lavori viene creato da società che hanno meno di cinque anni. Si tratta quindi in parte di start-up, ed in generale di imprese agili, in grado di correre anche in questo quadro economico generale, non certo dei più dinamici. E sono proprio queste nuove imprese a poter dare prospettive lavorative ai più giovani ed in grado di creare innovazione, ricchezza e sviluppo. E soprattutto lanciano un messaggio alle nuove generazioni: in questo momento più che mai diventa importante la capacità di crearsi un lavoro, di lanciarsi in iniziative imprenditoriali innovative, soprattutto in quei settori per i quali è prevista crescita nei prossimi anni, in particolare l’e-commerce.

La digital economy rappresenta un’occasione d’oro (e relativamete economica) per far conoscere a livello internazionale le eccellenze italiane quali cibo, artigianato, moda, arte e cultura per le quali siamo famosi in tutto il mondo.

Si tratta insomma di tradurre in posti di lavoro e competenze dedicate quei trend di mercato che, se non opportunamente sfruttati, rischiano di generare solo crescita, ma non occupazione. Si pensi quindi alla proposta di legge sullo smart working, o anche alla Palestra delle Professioni Digitali per giovani laureati, una iniziativa che dovrebbe avvicinare i laureati ai digital jobs, ai quali non sempre prepara il sistema universitario italiano.

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