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L'APERTURA

Giovani e digital transformation, a Bari nasce il We|LAB di Ibm

Il nuovo laboratorio, nato in collaborazione con il Politecnico e l’Università di Bari, coinvolgerà gli studenti dell’ultimo anno in stage curriculari e corsi di formazione per apprendere competenze utili al territorio. Avviate collaborazioni con Natuzzi, Megamark, Farmalabor e Casillo Group

13 Lug 2018

Giorgia Pacino

Sarà un polo di eccellenza, focalizzato su artificial intelligence e cloud e rivolto al territorio. Il We|LAB inaugurato ieri a Bari è solo l’ultima iniziativa promossa da Ibm in città. Centro di ricerca e sviluppo dal 1996 con il suo team di 60 specialisti in innovazione, il capoluogo pugliese ospiterà ora un laboratorio pensato per aiutare i giovani nello sviluppo di nuove competenze digitali.

Aperto in collaborazione con il Politecnico e l’Università di Bari, il We|LAB coinvolgerà gli studenti dell’ultimo anno in stage curriculari e corsi di formazione sulla tecnologia Ibm, dando loro la possibilità di ottenere crediti formativi. L’approccio è di tipo pratico: attraverso modelli non convenzionali come il design thinking e la co-creation, i ragazzi si misureranno con la sfida di casi aziendali concreti, lavorando alla prototipazione delle idee che nasceranno. A questo fine sono state già avviate collaborazioni con imprese come Natuzzi, Megamark, Farmalabor, Casillo Group, così come con la facoltà di Medicina di Bari in ambito HealthCare.

“Il We|LAB aiuterà i giovani nello sviluppo delle nuove competenze, avvicinandoli alle necessità delle imprese impegnate nei progetti di trasformazione digitale”, spiega Enrico Cereda, amministratore delegato di Ibm Italia. “Per questa via, con il collante della tecnologia, si tiene vivo un circolo virtuoso di cooperazione tra le parti con cui sostenere lo sviluppo di un’innovazione aperta e di un’economia della conoscenza”.

Il laboratorio, attivo da marzo, ha già elaborato il disegno di una blockchain dedicata alla filiera dell’olio extravergine di oliva. Nella fase di lancio ha coinvolto OlivYou, e-commerce italiano di olio EVO, e alcuni produttori della regione. La tecnologia partirà dalla tracciatura del “cultivar” e del processo di molinatura, per essere poi estesa a tutti gli altri passaggi critici della filiera, fino alla certificazione e alle funzionalità di “recall di prodotto”. L’ambizione è quella di innalzare la qualità dell’EVO made In Italy su tutti i mercati internazionali. Gli specialisti del centro Ibm, i primi a realizzare un’applicazione per la gestione dei contatori elettronici, lavorano oggi su nuovi progetti applicativi: si guarda alle utility (ciclo dei rifiuti, acqua e gas), al settore bancario e ai trasporti.

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