Giustizia digitale, l’Europa va avanti su e-Codex: si punta a interoperabilità transfrontaliera - CorCom

IL PROGETTO

Giustizia digitale, l’Europa va avanti su e-Codex: si punta a interoperabilità transfrontaliera

Il Consiglio Ue ha approvato l’orientamento generale relativo all’uso della piattaforma che mira a velocizzare la comunicazione fra i sistemi nazionali e a favorire l’accesso a cittadini e imprese

07 Giu 2021

Enzo Lima

Migliorare l’efficienza della comunicazione transfrontaliera tra le autorità giudiziarie e facilitare l’accesso alla giustizia per cittadini e imprese. Questo l’orientamento del Consiglio Ue sul regolamento relativo al sistema e-Codex.

“La pandemia ha messo in luce la necessità, tra l’altro, di accelerare la digitalizzazione e l’interoperabilità dei nostri sistemi giudiziari. Fornire alle nostre autorità giudiziarie un sistema sostenibile e sicuro per comunicare nelle procedure transfrontaliere è un passo importante in questa direzione”, commenta Francisca Van Dunem, ministro della Giustizia portoghese.

La digitalizzazione mira a facilitare l’accesso alla giustizia, migliorare l’efficienza complessiva e garantire la resilienza dei sistemi giudiziari in tempi di crisi. e-Codex consente l’interoperabilità tra i sistemi informatici utilizzati dalle autorità giudiziarie e l’interconnessione di diversi sistemi nazionali di giustizia elettronica per lo svolgimento di procedure transfrontaliere in materia civile e penale.

In dettaglio, e-Codex è costituito da un pacchetto di componenti software che consente la connettività tra i sistemi nazionali. Consente ai suoi utenti (autorità giudiziarie competenti, operatori del diritto e cittadini) di inviare e ricevere elettronicamente documenti, moduli legali, prove o altre informazioni in modo rapido e sicuro. In questo modo, e-Codex consente la creazione di reti di comunicazione decentralizzate interoperabili e sicure tra i sistemi informatici nazionali a supporto di procedimenti civili e penali transfrontalieri. Ad esempio, e Codex sta già sostenendo l’e-Evidence Digital Exchange System, supporta gli scambi in relazione agli ordini di indagine europei e all’assistenza giudiziaria nel settore della cooperazione giudiziaria in materia penale.

Il sistema è in fase di sviluppo da alcuni anni attraverso un consorzio di Stati membri, incaricati di gestirlo fino al 2024. Il progetto di regolamento mira a fornire un quadro giuridico sostenibile e a lungo termine per il sistema, consegnando la sua gestione a eu-Lisa. Il testo di compromesso approvato introduce disposizioni a tutela dell’indipendenza della magistratura e specifica la struttura di governance e gestione da attuare all’interno di eu-Lisa.

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