IL CASO

Gli Usa danno l’ok ai droni-postino di Google

I velivoli “Project Wing” protagonisti di un test coordinato dal Faa, l’ente per l’aviazione civile statunitense. Intanto la rivale Amazon avvia una sperimentazione nel Regno Unito

03 Ago 2016

A.S.

Le consegne con i droni sono sempre più vicine. E’ di queste ore infatti la notizia che Google ha ottenuto dalla Faa, l’ente per l’aviazione civile statunitense, l’autorizzazione per testare i propri velivoli “project Wing” come parte di un progetto più ampio annunciato dalla Casa Bianca.

Washington sta infatti lavorando alla strategia di “accelerare una sicura integrazione dei velivoli pilotati a distanza” grazie a un piano complessivo che ha tra i propri cardini anche i mezzi messi a punto dai ricercatori di Mpuntain View, che potranno sperimentare le attività di consegna in uno dei sei siti ad hoc individuati dall’Faa.

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I dati raccolti da Google durante la sperimentazione saranno condivisi con il governo per migliorare la sicurezza di questo genere di voli. Il piano prevede anche l’investimento da parte della National Science Foundation (Nsf) di 35 milioni di dollari nei prossimi cinque anni per la promozione della ricerca sui droni.

L’annuncio arriva a due mesi dalla messa a punto del regolamento per l’uso dei droni commerciali da parte della Faa. Google ha presentato il suo Project Wing con i droni nel 2014, sfidando Amazon che l’anno prima aveva lanciato Prime Air, tutt’ora in fase sperimentale. E proprio in attesa di ottenere permessi più ampi dalle autorità statunitensi, Amazon ha da poco annunciato la collaborazione col governo britannico per i test con i suoi droni nei cieli del Regno Unito.