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CRIPTOVALUTE

Gli Usa pronti a regolare bitcoin, la moneta virtuale crolla sotto i 6mila dollari

Pesano i rumors sulle manovre della Sec per cercare un controllo delle monete digitali a livello federale. E per il direttore della Banca dei Regolamenti Internazionali Carstensè, bitcoin è uno schema Ponzi unito a un disastro ambientale

06 Feb 2018

Patrizia Licata

giornalista

Non si ferma il crollo di bitcoin sui mercati delle criptovalute: la moneta digitale più nota scende sotto la soglia dei 6.000 dollari sulla piattaforma lussemburghese Bitstamp, segnando una perdita del 13% ed aggiornando i minimi da novembre. Giù anche le altre valute digitali Ripple, Ether e Litecoin che lasciano sul terreno almeno l’11%.

A dare un nuovo colpo alle quotazioni delle criptovalute sono state indiscrezioni di stampa secondo cui i vertici della Sec, l’organo di vigilanza delle Borsa Usa, e della Commodity Futures Trading Commission chiederanno al Congresso americano di prendere in considerazione l’ipotesi di un controllo a livello federale delle piattaforme per gli scambi di monete digitali. Secondo quanto riferisce Bloomberg, i presidenti della Sec e della Commodity Futures Trading Commission saranno in audizione alla Commissione banche del Senato Usa per discutere di criptovalute e potenziale regolazione.

Il direttore generale della Banca dei Regolamenti Internazionali, Agustin Carstensè, ha rincarato la dose in un intervento oggi durante un convegno a Francoforte: “Bitcoin è una combinazione di una bolla, uno schema Ponzi ed un disastro ambientale, minaccia la stabilità. Le Banche centrali intervengano per arginare i rischi”, ha detto Carstensè.

Solo pochi giorni fa bitcoin registrava l’ennesimo scivolone scendendo sotto la soglia degli 8.000 dollari, il livello più basso dal 24 novembre. “Il sistema delle criptovalute va regolato e le Banche centrali si stanno attrezzando per farlo, per evitare lo scoppio di bolle”, ha commentato il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, intervenendo a un convegno organizzato da Enel Foundation e Aifi.

Anche molti degli esperti riuniti il mese scorso a Davos per il World economic forum hanno suonao il campanello d’allarme sui rischi delle monete virtuali, compresa la bocciatura completa dell’economista premio Nobel Joseph Stiglitz, che, intervistato da Bloomberg Tv a margine del Wef, ha dichiarato che bitcoin non ha alcuna funzione utile, a parte l’elusione della legalità, e deve essere dichiarato fuori legge.

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