LA SVOLTA

Global minimun tax, ok da tutti i 136 Paesi. Gentiloni: “Passo epocale”

Disco verde da Irlanda, Estonia e Ungheria all’accordo Ocse. La misura riguarda le multinazionali con un fatturato di almeno 750 milioni di euro fra cui spiccano i colossi tecnologici

08 Ott 2021

Domenico Aliperto

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Irlanda, Estonia e Ungheria aumenteranno le loro aliquote dell’imposta sulle multinazionali, aderendo così all’accordo globale di riforma fiscale negoziato dall’Ocse e sostenuto dal G20. Viene in questo modo meno l’ultimo ostacolo al completamento del progetto, L’accordo annunciato a luglio vede in campo tutti i 136 i Paesi si applica alle multinazionali con un fatturato di almeno 750 milioni di euro, comprese molte grandi aziende tecnologiche.

Dopo “discussioni dettagliate, il governo ha approvato la mia raccomandazione che l’Irlanda si unisca al consenso internazionale” sulla tassazione, ha commentato il ministro delle finanze Paschal Donohoe in una conferenza stampa. “Questo è un passo molto importante” nella riforma globale, ha detto, sottolineando che per raggiungere un compromesso, l’accordo ora si riferisce a un’aliquota minima effettiva dell’imposta sulle società del 15%, piuttosto che “almeno il 15%”, una formulazione a cui Dublino si era opposta perché lasciava la porta aperta a futuri aumenti.

Firmando questo compromesso, Dublino scuote il suo modello economico a bassa tassazione, che le ha permesso di attirare molte multinazionali, in particolare i giganti della tecnologia e della farmaceutica, che vi hanno registrato la loro sede europea. Secondo un sondaggio commissionato da The Irish Times, una larga parte degli irlandesi era favorevole a mantenere il tasso del 12,5%, cosa che ha permesso al paese di godere di una rapida crescita economica negli ultimi 20 anni.

Su questa scia, il primo ministro dell’Estonia ha annunciato che anche Tallinn aderirà all’accordo. Questo “non cambierà nulla per la maggior parte degli operatori economici estoni e riguarderà solo le filiali delle grandi multinazionali”, ha sottolineato il premier Kaja Kallas.

Il ministro degli Esteri ungherese Peter Szijjarto ha scritto ieri su Facebook, dopo un incontro con il segretario di Stato americano Antony Blinken a Parigi, che “l’Ungheria è pronta al compromesso”.

“Un passo epocale ed estremamente positivo per gli sforzi collettivi dell’Europa per costruire un sistema fiscale globale più equo e stabile”. Così ha commentato il commissario Ue all’economia, Paolo Gentiloni, su Twitter.

Il segretario al Tesoro Usa Janet Yellen ha affermato che “il mondo è sulla via della conquista generazionale” della tassa minima globale. Yellen ha continuato dicendo che la tassa minima globale “creerebbe un campo di gioco più equo in modo che i posti di lavoro e gli investimenti possano fiorire, e produrrebbe entrate affidabili per finanziare programmi che beneficeranno le famiglie della classe media e dei lavoratori”. Un altro funzionario del Tesoro ha aggiunto che l’aliquota fiscale minima concordata del 15% sarebbe una base, non un tetto, per permettere ai paesi di fissare aliquote piu’ elevate per soddisfare le loro esigenze.

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