Google Books vince contro gli scrittori americani: fa fede il fair use - CorCom

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Google Books vince contro gli scrittori americani: fa fede il fair use

Si chiude la battaglia legale aperta nel 2005: il giudice di New York ha deciso che l’azienda non viola le norme americane sul copyright rendendo disponibili estratti dei libri, anzi genera vantaggi per tutta la società

22 Ott 2015

Patrizia Licata

Google vince dopo dieci anni la disputa legale con gli autori: un tribunale di New York ha rigettato la causa presentata contro il colosso di Internet dalla Authors Guild, associazione di scrittori tra cui autori di bestseller come Scott Turow, Betty Miles, Joseph Goulden e Jim Bouton, che accusavano Google di aver realizzato copie digitali di milioni di libri nella sua biblioteca online senza il loro permesso.

Il giudice di Manhattan Denny Chin ha accettato la difesa di Google che ha argomentato che la scannerizzazione di oltre 20 milioni di testi per il progetto Google Books non mira a rendere disponibili i libri per la lettura, perché ne vengono messi online solo degli estratti finalizzati ad agevolare le ricerche: chi vuole il libro intero deve seguire il link che porta al sito dove il volume si può acquistare. Google Books rappresenta dunque un caso di fair use come previsto dalla legislazione americana sul copyright, hanno sostenuto con successo gli avvocati di Big G.

Gli autori chiedevano un risarcimento pari a 750 dollari per ogni libro che Google aveva scannerizzato senza autorizzazione in quanto, sosteneva l’accusa, i libri erano stati copiati, distribuiti e divulgati in violazione delle norme sul copyright. Se la class action fosse stata accolta, Google avrebbe dovuto sborsare più di 3 miliardi di dollari in totale, aveva stimato il motore di ricerca.

Il giudice ha però considerato che la gigantesca biblioteca creata da Google rende più facile per studenti, insegnanti, ricercatori e l’intero pubblico trovare i libri ma continua a rispettare i diritti degli autori. Il giudice ha anche indicato che la digitalizzazione è un “fattore di trasformazione” da cui ci si può aspettare un incremento più che una riduzione delle vendite di libri.

“Dal mio punto di vista, Google Books offre importanti benefici per il pubblico”, ha scritto nella sua sentenza Chin. “Infatti, tutta la società se ne avvantaggia”.

La decisione del tribunale newyorkese è una svolta per la causa su Google Books che ha visto scendere in campo nel 2005 sia gli autori che gli editori contro il progetto di scannerizzazione dei libri. Google era riuscita a ottobre 2012 a patteggiare con gli editori riuniti nell’Association of American Publishers: l’accordo stabilisce che gli editori possono scegliere di rendere disponibili o rimuovere i libri o le riviste digitalizzati da Google mentre Google fornirà copie digitali dei lavori che editori e scrittori renderanno disponibili per il progetto.

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