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IL PROGETTO

Google cerca di “sedurre” le telco con Project Loon

L’iniziativa che mira a portare Internet ovunque tramite mongolfiere d’alta quota debutta in Australia a dicembre, grazie all’accordo con Telstra. Test anche con Vodafone e Telefonica. BigG punta al revenue sharing, ma alcuni operatori temono la concorrenza sulla fornitura di banda larga

20 Nov 2014

F.Me.

Riflettori puntati sul progetto Loon di Google. Secondo alcuni analisti il piano di Google per portare Internet ovunque tramite mongolfiere d’alta quota potrebbe rappresentare una minaccia per gli operatori wireless. Ma in realtà l’intenzione di Google è quella di diventare partner delle telco più che competitor. La prova è l’annuncio dell’accordo tra BigG e Telstra in Australia dove a dicemere prenderanno il volo 20 palloni. L’iniziativa servirà a testare l’effettivo funzionamento del progetto, con la linea internet fornita dalle basi a terra della compagnia.

I balloon, sviluppati nei laboratori di Google X sono già stati provati in precedenza, ma hanno dato alcuni problemi. In Usa un pallone che volava troppo basso ha tranciato cavi elettrici vicino a Washington, mentre in Nuova Zelanda c’è stato un caso di caduta in mare dell’oggetto, che è stato scambiato per un aereo precipitato e ha scatenato l’intervento di forze d’emergenza.

Nonostante questo Google crede molto in Loon e test simili vanno avanti con Vodafone in Uk e Nuova Zelanda e con Telefonica in Sudamerica.

La tecnologia si basa su un network creato all’interno della stratosfera, a circa 19-20 Km di distanza dal suolo. Una stazione collocata a terra invia un segnale al più vicino dei dispositivi in orbita, che a sua volta lo rimbalza a quelli nelle vicinanze. Questi si occupano poi di spedirlo alle utenze che si trovano all’interno del proprio raggio d’azione, mediante un apposito apparecchio per ricevere ed elaborare i dati. Ognuna delle postazioni può coprire fino a 1.500 chilometri quadrati, offrendo così l’accesso a Internet anche a coloro che non sono raggiunti dalla banda larga.

Il progetto deve affrontare sfide tecniche e normative sostanziali, ma il suo modello di business sta emergendo. E se – cosa non scontata – Google riesce a sviluppare un servizio commerciale attivo e funzionante prevede di condividere le entrate con i fornitori di telecomunicazioni.

“Collaboriamo con operatori telefonici in tutti i paesi in cui abbiamo iniziato il roll in – ha spiegato Mike Cassidy, vice presidente del Progetto Loon, durante una conferenza l’8 novembre a New York – Le società di telecomunicazioni stanno cercando di raggiungere le popolazioni rurali che fino ad oggi non sono riusscite a raggiungere. Google punta a fare di Loon un’alternativa economica alla costruzione di nuove torri cellulari terrestri”.

Secondo Rajeev Chand, responsabile della ricerca presso la banca di investimento Rutberg & Company, le telco sono preoccupate che BigG possa usare Loon per competere con loro ma allo stesso tempo mostrano un genuino interesse per il progetto. In alcune città degli Usa, Google è già in concorrenza con i fornitori di Internet a banda larga tramite il suo servizio di internet veloce in fibra ottica, Google Fiber.

“Loon può aiutare gli operatori di telecomunicazioni a raggiungere le persone che attualmente non hanno una connessione a Internet, che è un obiettivo di molti governi – ricorda Chand – Quindi una partnership con Loon può aiutare le telco a negoziare con le autorità di regolamentazione sullo spettro radio da destinare al wireless così come con i produttori di apparecchiature di telecomunicazioni, come Ericsson, Huawei, Nokia e Alcatel-Lucent, che vendono componenti per l’espansione della rete attraverso torri cellulari”.


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