Google chiude l'affaire Fitbit, ma manca ancora il via libera antitrust - CorCom

L'ACQUISIZIONE

Google chiude l’affaire Fitbit, ma manca ancora il via libera antitrust

Annunciato il perfezionamento dell’accordo da 2,1 miliardi di dollari nonostante le autorità di regolamentazione della concorrenza statunitense e australiana stiano ancora indagando sull’opportunità dell’operazione

15 Gen 2021

Domenico Aliperto

Google ha chiuso il suo accordo per l’acquisizione del produttore di wearable Fitbit, che aveva nel mirino da qualche tempo. A renderlo pubblico sono state le stesse società ieri, nonostante le autorità di regolamentazione della concorrenza statunitensi e australiane abbiano affermato che le indagini sulla transazione da 2,1 miliardi di dollari sono ancora in corso. Ed è piuttosto raro che un affare di questo calibro venga chiuso senza l’approvazione dell’antitrust.

Il Dipartimento di Giustizia, che ha citato in giudizio Google a ottobre per presunta violazione della legge antitrust nelle sue attività di ricerca e pubblicità per la ricerca, ha affermato di “non aver raggiunto una decisione definitiva sull’opportunità di perseguire un’azione di contrasto” riguardo all’accordo Fitbit. D’altra parte, Rod Sims, presidente della Commissione australiana per la concorrenza e i consumatori, ha dichiarato “a seconda dei risultati della nostra indagine, valuteremo se intraprendere un’azione legale in merito”.

Il dilemma dell’authority australiana

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Google ha affermato di “aver rispettato la vasta revisione del Dipartimento di Giustizia negli ultimi 14 mesi e il periodo di attesa concordato è scaduto senza la loro obiezione. Continuiamo a essere in contatto con loro e ci impegniamo a rispondere a qualsiasi ulteriore domanda”. Se rispetto all’affare Fitbit la società che fa capo ad Alphabet ha ottenuto l’approvazione antitrust dell’Unione europea il mese scorso dopo aver accettato le restrizioni su come utilizzerà i dati relativi alla salute dei clienti, in Australia la faccenda rimane ancora controversa. L’autorità di Canberra ha infatti confutato l’approccio di Google, esprimendo la preoccupazione che la società potesse impedire ai concorrenti di Fitbit di connettersi a telefoni con il software operativo Android.

“Abbiamo lavorato con le autorità di regolamentazione globali su un approccio che salvaguardi le aspettative di privacy dei consumatori”, ha affermato Google in un post sul blog riportato da Reuters. “Ciò include una serie di impegni vincolanti che confermano che i dati su salute e benessere degli utenti Fitbit non verranno utilizzati per gli annunci Google e saranno separati dagli altri dati che alimentano gli annunci della piattaforma”.

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