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Google Cloud, Sbrozi: “Puntare sul modello as a service”

Gli investimenti non possono fermarsi, pena la perdita di vantaggio competitivo. La personalizzazione dell’offering è la chiave di volta

Pubblicato il 15 Giu 2023

sbrozi

“Quello delle telecomunicazioni è un comparto che sta vivendo un vero paradosso: dopo la pandemia, il settore ha assistito a una crescita esponenziale della domanda dei servizi, ma le revenue risultano tutt’al più in lieve aumento o addirittura piatte. Al tempo stesso, gli investimenti non possono fermarsi, pena la perdita di vantaggio competitivo. Dov’è dunque il possibile valore differenziale? A mio avviso, sta nella personalizzazione dell’offering, che dovrebbe fare leva su servizi innovativi, a loro volta basati sulla gestione del dato e sull’intelligenza artificiale”. A parlare è Mattia Sbrozi, Head of Marketing di Italy Google Cloud, tra i relatori dell’edizione 2023 di Telco per l’Italia, di scena oggi a Roma.

I progetti con WindTre e Tim

È ciò che stiamo facendo insieme a gruppi come WindTre e Tim”, ha aggiunto Sbrozi. “WindTre è un nostro cliente storico che ha dato vita a un progetto fondato su Google Cloud col preciso intento di migliorare il livello di servizio verso il cliente finale. Tim invece vuole innovarsi proponendosi al mercato come partner strategico per le imprese, con soluzioni che rispondono alle esigenze di large company e pmi, Ma non possiamo non citare l’operazione Noovle, la società interna di Tim che utilizza la nostra piattaforma per offrire soluzioni di cloudification, e vorrei ricordare le collaborazioni attivate con i principali operatori a livello mondiale, da Telefonica, a Orange, passando per Vodafone, sempre rispetto al tema della gestione del dato. Direi che questa è davvero la massima integrazione possibile tra mondo delle Telco e Ott”.

Le due cloud region italiane

Google Cloud del resto considera il mercato europeo, e in particolare quello italiano, strategico. Nella Penisola è operativa dal 23 marzo la seconda cloud region di Mountain View, aperta a Torino a meno di un anno di distanza dalla prima, con sede a Milano, inaugurata il 20 aprile 2022. “Si tratta di un’operazione che è parte di un piano complessivo da 900 milioni di euro”, ha precisato Sbrozi. “Le due region italiane creeranno 65 mila posti lavori, per 3 miliardi euro di giro d’affari, a cui andranno aggiunti i quasi 2 miliardi che saranno generati dai partner che faranno leva sull’infrastruttura per sviluppare i propri progetti. Ultimo ma non per importanza”, ha chiosato il manager di Google Cloud, “l’aspetto green. Il nostro è il cloud più pulito nel mercato, e anche le region italiane vanno in quella direzione. Secondo una ricerca del Politecnico di Milano, una volta a regime i data center di Milano e Torino consentiranno di risparmiare 48 mila tonnellate di CO2 all’anno, più o meno l’equivalente di quanto viene immesso nell’atmosfera da 28 mila auto”.

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