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STORAGE DATI

Google dice “nyet” alla Russia, via gli ingegneri dal Paese

L’azienda pronta a trasferire decine di ingegneri: secondo osservatori una reazione alla legge che impone alle società tecnologiche di mantenere lo storage dei dati entro i confini russi. No comment di BigG, che conferma però il dislocamento dei tecnici

12 Dic 2014

L.M.

Via dalla Russia gli ingegneri di Google. Dopo la chiusura di Google News in Spagna, il gigante di Mountain View sta per chiudere le sue attività di ingegneria in Russia. L’azienda si è rifiutata di dare spiegazioni per questa decisione. In un comunicato inviato all’agenzia Afp il gruppo californiano, confermando la decisione del trasferimento dei suoi tecnici, diverse decine, si è limitato a garantire il mantenimento in Russia di “una squadra che avrà il compito di sostenere” gli utenti ed i clienti locali.

Secondo il Financial Times la decisione sarebbe stata presa in conseguenza di una legge restrittiva approvata dal Paese che chiede alle aziende tecnologiche di mantenere lo storage, cioè l’immagazzinamento dei dati dei cittadini, nei confini nazionali. In particolare la legge obbliga le compagnie che forniscono servizi internet a raccogliere i dati personali da cittadini russi in server all’interno dei confini della Federazione, con un maggiore controllo del Roscomnadzor, la authority federale delle telecomunicazioni.

La legge russa che richiede alle società tecnologiche di conservare e mantenere i dati che passano attraverso i suoi canali è il passo più drastico – fa notare il quotidiano britannico – compiuto da un governo straniero in risposta alle rivelazioni di Edward Snowden sulle attività di sorveglianza e spionaggio messe in atto negli ultimi anni dall’Agenzia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, la Nsa.

Una fonte vicina alla materia, tuttavia, ha detto che la decisione di Google non era specifica solo per la Russia, e che negli ultimi anni, squadre di ingegneri sarebbero stati trasferiti fuori da Svezia, Finlandia e Norvegia. Secondo questa fonte, Google prevede addirittura di aumentare gli investimenti in Russia nel 2015.

La decisione arriva a distanza di poche ore dalla chiusura di Google News in Spagna. Tutti i servizi di news di Google saranno oscurati sul territorio spagnolo a partire dal 16 dicembre. La decisione, che da tempo era nell’aria come “arma estrema” ma che non era mai stata presa in precedenza da BigG, anticipa la nuova legge spagnola sulla proprietà intellettuale, che sarà in vigore nella penisola iberica dal primo gennaio. Le nuove norme prevedono, nel caso specifico, che Google paghi alle aziende editoriali un corrispettivo per poter veicolare su Google News i loro contenuti.

La decisione ha rinfocolato un dibattito europeo su antitrust, fisco, privacy e diritto all’oblio nei confronti di Big G. Un pressing che non si vedeva dai tempi della querelle tra Microsoft e l’allora commissario Ue Mario Monti.

L’azienda californiana, interpellata dal sito The Information che per primo ha diffuso la notizia, non ha commentato la decisione. Ha però fatto sapere che i suoi 100 ingegneri che lavorano in Russia, saranno riallocati in altri paesi. Da notare che uno dei fondatori di Google, Sergey Brin, è di origine russa, la sua famiglia emigrò quando aveva sei anni.

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