Google-Doxa: Pmi, 24% fatturato export è "digitale", ma Italia ancora indietro - CorCom

GOOGLE-DOXA

Google-Doxa: Pmi, 24% fatturato export è “digitale”, ma Italia ancora indietro

Secondo i risultati di un’indagine Google-Doxa c’è una stretta correlazione fra l’uso dell’e-commerce e la generazione di ricavi. Ma nel nostro Paese solo tre pmi su dieci ne sfruttano il potenziale Vaccarono: “Il web leva insostituibile per la crescita”

03 Ott 2013

Mila Fiordalisi

Le imprese italiane che commercializzano i propri prodotti online oltreconfine sono riuscite a compensare meglio la crisi o addirittura hanno ottenuto un incremento nel proprio fatturato. È quanto emerge da un’analisi, realizzata da Google in collaborazione con Doxa Digital, i cui risultati sono stati annunciati a Capri in occasione dell’annuale convegno di Between.

La percentuale di piccole imprese che intrattengono relazioni con l’estero (l’analisi ha coinvolto oltre 5mila aziende di piccole e medie dimensioni) – grazie all’uso maturo di strumenti digitali – è quattro volte superiore alla percentuale di aziende non digitalizzate. Al crescere del livello di maturità digitale, cresce anche la percentuale di aziende che esportano, passando dal 55% delle non digitali al 67% delle imprese avanzate da un punto di vista digitale. Maturità digitale ed export hanno un impatto diretto anche sul fatturato: le imprese digitalmente avanzate dichiarano – in media – che il 24% del fatturato derivante dall’export è realizzato proprio attraverso il canale digitale.

Se si allarga il campo dell’indagine alle imprese di medie dimensioni emerge che al crescere del livello di maturità digitale cresce la propensione all’internazionalizzazione e all’esportazione. Anche in questo caso, al crescere del livello di maturità digitale, cresce la percentuale di imprese che esportano, passando dal 74% delle non digitali, all’87% di quelle avanzate. Infine, la percentuale di fatturato derivante dall’export realizzata attraverso e-commerce è pari al 39%, segnale del potenziale insito nel web come canale incrementale per l’export.

“Il web rappresenta una leva insostituibile per la crescita. Proprio per questo sono convinto che si debba ripartire dal Made in Italy, punto di forza del nostro sistema economico, e abbracciare il digitale per far incontrare la domanda internazionale con le eccellenze del nostro Paese – dichiara Fabio Vaccarono, Country Director di Google Italy. Nessun Paese come l’Italia può contare su un sistema manifatturiero e agroalimentare così amato e conosciuto in tutto il mondo. Ma se fino a oggi comprare italiano era un’opportunità per pochi, oggi Internet permette di raggiungere direttamente tutti i potenziali consumatori. Questa, a mio avviso, è la via che l’Italia deve percorrere e Internet è lo strumento naturale per far conoscere il meglio delle oltre 4 milioni di aziende italiane al mercato globale”.

I numeri italiani però non sono al passo col resto del mondo. Di fatto solo tre Pmi italiane su dieci si avvalgono del commercio elettronico come canale addizionale di vendita o di acquisto. E sul fronte consumer siamo ancora indietro anche se in un anno i Web shopper italiani sono cresciuti del 30%, sfiorando le 12 milioni di unità (circa il 40% degli utenti Internet del nostro Paese).

Intanto in Europa il mercato e-commerce ha raggiunto nel 2012 un valore complessivo di oltre 305 miliardi di euro, con una crescita del 22% sul 201. E a livello mondiale si è superata la soglia dei mille miliardi di dollari, con una crescita media annua del 21,1%. E per quest’anno si prevede un’ulteriore crescita del 18,3% delle vendite online per un giro d’affari di 1,298 trilioni di dollari.

Argomenti trattati

Approfondimenti

D
doxa
E
e-commerce
F
Fabio Vaccarono
G
google