INNOVAZIONE

Google e la sfida del “linguaggio naturale”: nel mirino la startup Cohere

Secondo indiscrezioni l’azienda è pronta a mettere sul piatto 200 milioni di dollari per l’acquisizione della società canadese specializzata in piattaforme software di riconoscimento vocale basate su intelligenza artificiale e machine learning. Nella trattativa sarebbe coinvolta anche la chip company Nvidia

24 Ott 2022
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Google punta forte sull’Intelligenza artificiale: Alphabet, la sua società madre, è in fase di trattativa per investire circa 200 milioni di dollari in Cohere, startup di Intelligenza Artificiale che si occupa dello sviluppo di software di elaborazione del linguaggio naturale.

Il percorso di Cohere 

Fondata nel 2019 e basata a Toronto, Cohere crea applicazioni di Machine Learning per le aziende, inclusi strumenti per chatbot, e altre funzionalità in grado di comprendere il parlato e il testo umani. Già lo scorso novembre, la società aveva stretto una partnership con Alphabet, per fare in modo che la sua divisione cloud le fornisse la potenza di calcolo necessaria ad istruire i suoi modelli software. A febbraio, Cohere aveva raccolto 125 milioni di dollari in un round di finanziamento guidato da Tiger Global Management, portando la raccolta totale di investimenti a oltre 170 milioni di dollari.

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Un altro passo di Google nella strategia di adozione dell’Ia

Fin da quando ha assunto il ruolo di primo piano in Google nel 2015, il ceo di Google, Sundar Pichai, ha spesso sottolineato l’importanza dell’Intelligenza Artificiale per l’azienda, che già nel 2014 aveva acquisito DeepMind. La società vuole insegnare all’Ia a controllare i computer, facendo in modo che un’Ia osservi i comandi della tastiera e del mouse delle persone che completano attività informatiche “seguendo le istruzioni”, come la prenotazione di un volo. Google Brain, la divisione di ricerca di Google che si occupa del settore, è poi uno dei team di ricerca più autorevoli per lo sviluppo di modelli linguistici. Lo stesso Aidan Gomez, il ceo di Cohere, ci ha lavorato come studente-ricercatore. Nella trattativa di Alphabet sarebbe coinvolta anche la società di produzione di chip Nvidia.

Anche Microsoft si muove decisa su OpenAI

Non solo Google ma anche altri giganti della tecnologia stanno cercando di scommettere sull’Intelligenza Artificiale, e in particolar modo su chatbot e assistenti vocali in grado di rendere possibile e intuitiva l’interfaccia uomo-computer. Microsoft è in trattative avanzate per un nuovo round di finanziamento in OpenAI. La startup già utilizza già Azure, il servizio cloud di Microsoft, come partner esclusivo, e ha accettato di dare la priorità a Microsoft quando porterà sul mercato la tecnologia che sta sviluppando.

Microsoft ha già investito complessivamente 1 miliardo di dollari in OpenAI nel 2019. Ad aprile, Adept, una startup co-fondata da ex ingegneri e ricercatori di DeepMind, OpenAI e Google, aveva reso noto che stava sviluppando tecnologie di Intelligenza Artificiale in grado di automatizzare qualsiasi processo software. Un’altra startup che sviluppa modelli di Intelligenza Artificiale, Anthropic, nel 2022 raccolto oltre mezzo miliardo di dollari per esplorare le proprietà di scalabilità dei sistemi di apprendimento automatico, come ha sottolineato il suo co-founder, Dario Amodei. 

Lo sviluppo di tecnologie di Intelligenza Artificiale è tuttavia costoso, ed a pesare è soprattutto il valore delle competenze, tanto rare quanto preziose. Nel 2018, il New York Times aveva scovato la dichiarazione dei redditi di uno dei talenti dell’Ai, rivelando che OpenAI ha pagato nel 2016 il suo ricercatore di punta, Ilya Sutskever, più di 1,9 milioni di dollari, circa 1,8 milioni di euro.

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