Google-Fitbit, il garante Ue: acquisizione mette a rischio privacy utenti - CorCom

IL PRONUNCIAMENTO

Google-Fitbit, il garante Ue: acquisizione mette a rischio privacy utenti

L’European Data Protection Board (EDPB) critico verso il takeover da 2,1 miliardi di dollari dello scorso novembre: “L’accumulazione di dati personali sensibili di persone in Europa da parte di una grande azienda tecnologica americana potrebbe comportare un elevato livello di rischio”

21 Feb 2020

Antonio Dini

Privacy a rischio se Google finalizzerà l’acquisizione di Fitbit, un affare da 2,1 miliardi di dollari annunciato lo scorso novembre. Lo dice l’European Data Protection Board (Edpb), ma l’authority del Vecchio Continente non è la sola. Si unisce infatti a una lunga lista di enti e osservatori che hanno criticato l’acquisizione progettata da Google per poter competere con Apple e Samsung nel mercato affollato dei tracker per il fitness e degli smartwatch.

Per il regolatore europeo della privacy l’acquisizione di Fitbit, i cui fitness tracker e altri dispositivi monitorano i passi quotidiani degli utenti, le calorie bruciate e la distanza percorsa, darebbe al gigante della tecnologia americano l’accesso a una serie di dati sulla salute molto ampio. Troppo, al punto che l’authority considera tale accesso “preoccupante”.

“La possibile ulteriore combinazione e accumulazione di dati personali sensibili di persone in Europa da parte di una grande azienda tecnologica americana potrebbe comportare un elevato livello di rischio per la privacy e la protezione dei dati“, ha scritto l’authority in una nota.

La Edpb ha poi esortato le aziende a valutare i loro requisiti di privacy riguardo ai dati e le loro implicazioni in modo trasparente e a mitigare i possibili rischi di privacy e protezione dei dati prima di ottenere l’approvazione antitrust dell’Unione europea.

Google a suo tempo ha detto che non avrebbe mai venduto le informazioni personali a nessuno e che i dati di salute e benessere di Fitbit non sarebbero stati utilizzati per i suoi annunci, mentre gli utenti di Fitbit avrebbero avuto la possibilità di rivedere o eliminare i propri dati.

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Secondo l’azienda “Proteggere le informazioni delle persone è fondamentale per ciò che facciamo e continueremo a lavorare in modo costruttivo con i regolatori di mercato per rispondere a tutti i loro quesiti”.

La commissaria europea alla concorrenza Margrethe Vestager, che controllerà l’accordo, a novembre ha espresso le sue preoccupazioni riguardo alla tendenza dei big del tech di acquisire altre aziende il cui principale capitale è dato dai dati raccolti sui propri utenti. Giovedì la Commissione europea, in un commento, ha dichiarato che non è stato ancora ufficialmente informato dell’acquisizione. La Commissione ha scritto che «spetta sempre alle aziende notificare alla Commissione europea le transazioni con una dimensione europea».

L’operazione GoogleFitbit ha suscitato la preoccupazione anche del regolatore Usa: il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti vuole infatti aprire un dossier sull’acquisizione della società dei dispositivi wearable da parte del colosso di Mountain View ipotizzando possibili problematiche antitrust, secondo quanto riportato alcune settimane fa da Reuters.

Per Google, come detto, si tratterebbe di un’operazione che permette di recuperare terreno nel mercato degli smartwatch e bracciali per il fitness, andando a fare diretta concorrenza a Apple e Samsung. Ma per molti analisti il vero obiettivo dell’acquisizione di Fitbit è un altro: l’ingresso nel settore dell’assistenza sanitaria, un mercato da 3,5 trilioni di dollari. Le incognite regolamentari non mancano e il faro dell’Antitrust Usa ne è un chiaro segnale.

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