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LO STUDIO

Google, il 76% delle pmi italiane non ha un sito web

Secondo uno studio di Google solo 3 imprese su 10 utilizzano il commercio elettronico come canale di vendita. Diego Ciulli (senior policy analist di BigG): “Bisogna diffondere la cultura di internet per sostenere il made in Italy”

19 Giu 2014

F.Me.

Il 78% delle Pmi italiane possiede un computer ma appena il 34% ha un proprio sito e solo 3 piccole e medie aziende su 10 utilizzano il commercio elettronico come canale addizione di vendita e acquisto. E’ quanto reso noto oggi da Google, in occasione della tappa fiorentina di “Eccellenze in digitale tour”, il road show promosso da Google e Fondazione Symbola, che mira a valorizzare il Made in Italy, aiutando le aziende a digitalizzarsi per accedere e competere con più facilità sui mercati internazionali. L’evento si è svolta nella sede dell’Istituto europeo di design (Ied) nell’ambito delle iniziative collegate a Pitti Uomo.

Come spiegato da Diego Ciulli, senior policy analist di Google, “dobbiamo far ancora scoprire alle Pmi la cultura del web. Viviamo ancora in una cultura dominante mentre internet è oggi l’infrastruttura su cui si muove tutta l’economia globale. Il mondo ha letteralmente fame di Made in Italy. Su Google lo scorso anno le chiavi di ricerca on line collegate al Made in Italy sono cresciute del 12%. Molto spesso i consumatori cercano il Made in Italy su internet ma non lo trovano”.

Google, ha spiegato, “ha perciò deciso di essere la realtà che aiuta le imprese italiane a cogliere le opportunità del mondo digitale con una serie di iniziative ad hoc, a partire da una piattaforma virtuale in cui far scoprire le eccellenze dell’alimentare e dell’artigianato italiano, oltre a un bando per formare giovani digitalizzatori che aiuteranno le imprese in questa direzione”.

In questo quadro come è dunque possibile coniugare la filosofia dell’e-commerce con quella dell’artigianato di qualità, artistico? Questa operazione non rischia di svilire l’elemento tradizionale legata alla territorialità del prodotto? “La scommessa è difficile ma anche entusiasmante, anche per questi risvolti – il presidente di Cna Toscana, Andrea Calistri – Oggi però per gli artigiani raggiungere il mondo è sempre più difficile con metodologie che appartengono al passato, come mostre e fiere. Pensiamo che possa essere più semplice attraverso il web. Certo, non possiamo nasconderci dietro al fatto che ci sono dei pericoli importanti, come quello di banalizzare un prodotto che rappresenta l’eccellenza del nostro territorio. Dobbiamo capire se, come e in che misura possiamo utilizzare la flessibilità delle piattaforme web per magnificare le nostre eccellenze”.

Secondo Calistri, “Cna, però, sta guardando con grande attenzione alle grandi novità. Proprio durante Pitti abbiamo lanciato l’iniziativa ‘Artigiano contemporaneo’, perchè è necessario che l’artigiano riesca a sfruttare gli strumenti della contemporaneità per portare i propri prodotti nel mondo”.

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