Google, non passa il fronte franco-tedesco per lo "spezzatino" - CorCom

CONCORRENZA

Google, non passa il fronte franco-tedesco per lo “spezzatino”

L’Antitrust respinge la proposta dei ministri francese Montebourg e tedesco Gabriel di “disaggregare” il motore di ricerca nel caso in cui non possa essere efficacemente regolamentato. Almunia: “L’idea non è maggioritaria”. Intanto Bruxelles punta a chiudere dopo l’estate l’indagione avviata contro BigG per abuso di posizione dominante nel searching

20 Mag 2014

Federica Meta

L’Antitrust europeo respinge la proposta di imporre a Google uno “spezzatino” delle sue attività per ridurne l’infuenza all’interno dell’Unione euroepa. La proposta avanzata dal ministro tedesco dell’Economia, Sigmar Gabriel, prevede di prendere “in seria considerazione l’ipotesi che Google possa essere disaggregata” nel caso in cui il colosso di internet non possa essere controllato attraverso una regolamentazione più efficace.

Ma il commissario Ue alla Concorrenza, Joaquin Almunia, ha spiegato che “l’dea di considerare un motore di ricerca come uno strumento essenziale che deve essere disaggregato o scisso da altri tipi di servizi non è maggioritaria”. Ma, ha aggiunto, “se questo in futuro dovesse essere il caso, sarebbe richiesta una legislazione. Questo caso non può essere risolto attraverso una decisione Antitrust”.

Gabriel e il ministro francese dello Sviluppo economico, Arnaud Montebourg, hanno inviato una lettera ad Almunia per chiedere un maggiore conivolgimento nella valutazione delle proposte di Google per aprire maggiormente alla concorrenza il settore delle ricerche on line.

Intanto Almunia ha annunciato che la Commissione europea concluderà l’inchiesta su Google per abuso di posizione dominante nel settore del seraching “dopo l’estate”. Nei prossimi giorni Almunia invierà i progetti di lettera ai 19 ricorrenti contro Google con le quali i ricorsi saranno respinti (visti gli impegni assunti dal gruppo con la Commissione per il rispetto delle regole di concorrenza).

Ciò, però, non significa che l’Antitrust non prosegua l’analisi dei nuovi ricorsi ricevuti nel frattempo. “C’è sempre la possibilità che gli argomenti proposti possano convincerci”, ha affermato il commissario Antitrust. Qualche giorno fa sono state inviati a Bruxelles due nuovi ricorsi: uno di 400 società editoriali rappresentate dall’Open Internet Project, l’altra da Deutsche Telekom.

Google era stata accusata dalla Commissione di privilegiare illecitamente i propri servizi a scapito di altri motori di ricerca. In risposta alla richiesta dei governi francese e tedesco di “migliorare” e rafforzare gli impegni antitrust di Google, Almunia ha detto di essere d’accordo che molte importanti attività di google “devono essere guardate da vicino” ma si tratta di una cosa che per quanto riguarda l’Antitrust europeo “deve essere fatto con gli strumenti della politica di concorrenza”.

Recentemente il ceo del gruppo editoriale tedesco Axel Springer Mathias Doepfner aveva scritto una lettera aperta al ceo di Google Eric Schmidt pubblicata dalla Frankfurter Allgemeine Zeitung nella quale esprimeva forti dubbi sulla gestione del caso da parte di Almunia. L’accordo con Google sui rimedi antitrust, sostiene Doepfner, di fatto sancirebbe la pratica discriminatoria di Google nei confronti dei concorrenti perchè ai concorrenti penalizzati nel searching sarebbero offerti spazi pubblicitari posizionati in cima alla lista dei risultati di ricerca. Le aziende e-commerce svantaggiate avrebbero la possibilità di acquistare visibilità da Google, passando da competitors a inserzionisti. Per il ceo di Axel Springer ciò legalizzerebbe un modello di business che Dopfner definisce “pizzo”.