Google, primi test da telco ma solo con il Nexus 6 - CorCom

MOUNTAIN VIEW

Google, primi test da telco ma solo con il Nexus 6

Big G studia da Mvno ed entro fine marzo sbarcherà sul mercato Usa per sperimentare la propria offerta per i possessori dello smartphone di Motorola Mobility

06 Mar 2015

A.S.

Il primo test sul mercato partirà a fine marzo negli Usa per i possessori del Google-Phone Nexus 6 fabbricato da Motorola Mobility, e segnerà il debutto della casa di Mountain View come operatore mobile virtuale. Ad anticipare la notizia è il Wall Street Journal, che rende noti alcuni dettagli in più rispetto a quelli annunciati nei giorni scorsi dal vicepresidente di BigG, Sundar Pichai, al Mobile World Congress di Barcellona.

Durante il suo intervento alla fiera di Barcellona, Pichai aveva rivelato che Google è al lavoro con i suoi partner per diventare operatore mobile virtuale (Mvno), un soggetto cioè che appoggiandosi a infrastrutture di rete esistenti offre suoi piani tariffari agli utenti, e che il servizio sarebbe partito come esperimento nei prossimi mesi negli Usa, dove tra l’altro BigG ha all’attivo un progetto per la fibra ottica.

Così citando fonti vicine all’azienda, il Wsj scrive che il servizio, che sarà in grado di unire l’utilizzo di reti WiFi e cellulari, potrebbe arrivare entro fine marzo e sarà disponibile solo su Nexus 6, smartphone progettato da Google e realizzato da Motorola Mobility, ex unità di proprietà di Mountain View e ora in mano al colosso cinese Lenovo. Le reti su cui Google si appoggerà dovrebbero essere quelle di T-Mobile e Sprint. La scelta del colosso di limitare il servizio ai possessori di un Nexus deriverebbe dal fatto che per funzionare su un Mvno le parti hardware e software del telefono devono essere in simbiosi, mentre altri produttori spesso modificano il sistema Android. Inoltre lo stesso Pichai lunedì aveva sottolineato che Google non intende lanciare questo servizio su vasta scala.

“Stiamo creando un backbone per poter fornire connettività – aveva detto Pichai Lavoreremo con i carrier di tutto il mondo perché possano fornire servizi sul nostro backbone. Vogliamo concentrarci su progetti che servono miliardi di utenti e fanno la differenza nella vita di tutti i giorni delle persone”. Non vogliamo essere un operatore di rete su vasta scala – aveva conlcuso – Tutte le innovazioni nell’informatica avvengono all’intersezione tra hardware e software. Per questo facciamo i device Nexus. Siamo in una fase in cui è importante pensare a hardware, software e connettività insieme”.