Gozi: “Virtuale? Parola da abolire. Il digitale è realtà concreta”

Il sottosegretario agli Affari europei: “Bisogna fare chiarezza ed educare gli italiani sulle potenzialità dell’innovazione. Risultati tangibili in termini di Pil, posti di lavoro e diritti fondamentali”

17 Nov 2015

Mila Fiordalisi

“La parola virtuale? Andrebbe abolita. Genera solo confusione e non traduce la portata del digitale in termini di Pil, nuovi posti di lavoro, crescita economica e anche di diritti fondamentali”: lo ha detto il sottosegretario agli Affari europei Sando Gozi in occasione dell’incontro-dibattito sull’Agenda digitale organizzato presso la sede della Commissione Ue a Roma dal Club Relazioni esterne, dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea e ZenithOptimedia.

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“Il governo italiano vuole sostenere la crescita economica attraverso il digitale e lo dimostrano le strategie messe in campo e le risorse stanziate. Il digital divide è un problema serio e particolarmente italiano su cui bisogna intervenire attraverso un migliore coordinamento pubblico-privato, in ottica di partenariato, e una programmazione mirata degli investimenti”. Gozi ha sottolineato la “necessità di prende la giusta velocità di crociera”: “Le imprese devono poter abbattere le frontiere digitali e per fare ciò è necessario creare consapevolezza e ragionare sugli ostacoli che ancora oggi impediscono di sfruttare la dimensione dell’innovazione”. Determinante – secondo il sottosegretario – la creazione di competenze ad hoc: “I nuovi skill sono fondamentali per diffondere la conoscenza”

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