I FONDI 2024

Green & digital coalition, 2 milioni dalla Ue per elaborare kpi e linee guida

Le risorse destinate al supporto alla progettazione e pianificazione dell’adozione di soluzioni che possano ridurre le emissioni di gas serra, dalla messa a punto di metriche per la finanza sostenibile, all’aggiornamento della metodologia per valutare l’impatto ambientale netto del digitale fino ai report su specifiche soluzioni

Pubblicato il 15 Mar 2024

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La Commissione europea mette sul piatto 2 milioni di euro per “The European green digital coalition moves to action”, azione preparatoria (Pa Egdc-A) il cui obiettivo finale è sostenere la transizione digitale e green dei principali settori dell’economia. I dettagli sono contenuti nell’annesso (SCARICA QUI L’ANNEX COMPLETO) che descrive tutte le azioni preparatorie nell’ambito “Communications networks, content and technology” e l’adozione del programma di lavoro 2024 (per il quale è fissato un contributo massimo dell’Ue di 25,3 milioni di euro).

La European green digital coalition moves to action si dedicherà a sostenere l’implementazione di soluzioni digitali che possono ridurre le emissioni di gas serra, sviluppando linee guida per l’implementazione stessa, nonché criteri per i controlli di ammissibilità e kpi che guideranno banche e istituti finanziari nelle scelte di investimento e le Pa negli acquisti. Sarà anche aggiornata la metodologia per la valutazione e rendicontazione dell’impatto ambientale netto delle soluzioni digitali.

La Green & digital coalition europea passa all’azione

I parametri e le indicazioni della Pa-Egdc-A si rivolgono a stakeholder come gli attori economici, gli sviluppatori di soluzioni digitali, le autorità e le istituzioni finanziarie, cui verranno forniti criteri obiettivi per misurare gli impatti ambientali di una soluzione digitale e, quindi, per rivolgere i loro investimenti green o le loro implementazioni. L’azione preparatoria si basa sul progetto pilota “European green digital coalition” (Pp Egdc) che ha sviluppato una metodologia di valutazione dell’impronta ambientale delle soluzioni digitali.

Pa Egdc-A intende favorire – si legge nell’Annesso – un’ampia adozione e utilizzo della metodologia e delle linee guida del Pp Egdc da parte degli attori dei principali settori dell’economia interessati, quali energia, trasporti, edilizia, agricoltura, manifattura, città intelligenti, finanza e sanità.

Kpi e linee guida per implementare il digitale eco-friendly

La Pa Egdc-A sosterrà gli sforzi di digitalizzazione di questi settori attraverso linee guida specifiche su come implementare soluzioni digitali per ottimizzare l’impatto ambientale. I kpi saranno utilizzati per quantificare i benefici (ad esempio emissioni ridotte o evitate) al fine di sostenere i settori nel loro percorso verso net zero.

Sulla base delle prove di larga scala dell’impatto ambientale netto positivo delle soluzioni digitali, il settore finanziario e i committenti pubblici saranno supportati nello sviluppo dei loro kpi e dei criteri per gli appalti green, in modo da avere criteri obiettivi per finanziare e acquistare le soluzioni digitali  he aiutano la transizione ecologica.

Anche i principali programmi e iniziative dell’Unione ne trarranno vantaggio, per esempio, il NextGenerationEu e il programma politico del Decennio digitale.

I risultati attesi: meno emissioni, più appalti green

Il risultato atteso della Pa Egdc-A è di sostenere l’implementazione di soluzioni digitali e green che consentiranno di ridurre o evitare almeno 1 Gigatonnellata di emissioni di gas serra entro la fine del 2027. Un rapporto su quante emissioni di gas serra si stima siano state risparmiate verrà presentato nel 2026.

L’Ue si aspetta anche di ottenere l’impegno di almeno tre importanti istituzioni finanziarie a livello internazionale e nazionale e a livello regionale/locale per adottare parametri e kpi che consentano il finanziamento della digitalizzazione che dimostra di avere un impatto positivo sull’ambiente e sul clima, nonché di sostenere lo sviluppo degli appalti pubblici green a livello dell’Unione grazie ai nuovi criteri.

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