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LA SENTENZA

Guerra dei brevetti, Samsung condannata a pagare 539 milioni di dollari ad Apple

La giuria di San José era chiamata a decidere se gli elementi di design copiati giustificassero il pagamento di tutti i profitti realizzati. La società sudcoreana sta considerando “tutte le opzioni” per ottenere un risultato che non sacrifichi troppo la creatività dell’azienda

25 Mag 2018

Giorgia Pacino

Samsung dovrà pagare 539 milioni di dollari ad Apple. Lo ha deciso una giuria di San José, in California, riconoscendo la violazione dei brevetti della società americana da parte del rivale asiatico.

Per aver copiato il design dell’iPhone Samsung dovrà versare oltre 533 milioni. Altri 5 milioni sono dovuti per l’utilizzo di alcune funzionalità proprie dello smartphone di casa Apple, che violano due brevetti su tecnologie proprietarie. Le due società detengono insieme il 35% del mercato mondiale. La guerra dei brevetti è iniziata sette anni fa, quando il produttore Usa lanciò la prima causa contro il gruppo sudcoreano accusandolo di essersi ispirato troppo all’iPhone nel progettare il suo Galaxy.

Nel 2011 un primo processo aveva già dato ragione a Apple, condannando Samsung a pagare 400 milioni. Verdetto contestato dai sudcoreani e annullato dalla Corte suprema degli Stati Uniti nel 2016.  Il massimo organo giudiziario statunitense aveva accolto la contestazione di Samsung, sostenendo che per prodotti con molte componenti i danni debbano essere proporzionali alle specifiche parti copiate. La contesa è tornata al sistema giudiziario ordinario ed è toccato ai giurati di San José determinare la pena in base a un nuovo calcolo dei danni.

Apple chiedeva poco più di un miliardo di dollari e Samsung era disposta a risarcire il suo concorrente fino a 28 milioni. La giuria ha dovuto determinare se gli elementi di design copiati da Samsung giustificassero il pagamento di tutti i profitti realizzati con il modello oggi non più in commercio o solo una parte. Oggetto di contestazione erano la sagoma rettangolare con bordi arrotondati e la presenza di icone colorate su schermo nero.

Per Samsung la decisione della giuria “contrasta completamente con il verdetto della Corte Suprema riguardo i danni cagionati dalla violazione di design”. Non è stato ancora annunciato alcun ricorso contro la sentenza, ma la società sudcoreana ha detto di considerare “tutte le opzioni per ottenere un risultato che non mini la creatività e la leale concorrenza per tutte le compagnie e per i consumatori”. Soddisfatta invece Apple, “lieta che la giuria abbia convenuto sul fatto che Samsung debba pagare i danni per violazione dei brevetti”. Per la casa di Cupertino, “Samsung ha platealmente copiato il nostro design”.

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