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IL CASO

Ha 16 anni l’inventore del super motore di ricerca. E Google “trema”

Uno studente di Toronto è riuscito a mettere a punto un algoritmo in grado di generare risultati fino al 47% più precisi. Ironia della sorte, ha dato vita al portentoso software per partecipare alla Google Science Fair

20 Ago 2015

Domenico Aliperto

Big G battuto da un liceale? La notizia merita sicuramente di essere approfondita, ma sembra proprio che il progetto di ricerca del sedicenne Anmol Tukrel, studente di Toronto di origini indiane, possa mettere in crisi i primati del motore di ricerca più famoso al mondo. Il merito è di un nuovo algoritmo che genererebbe risultati in media più precisi del 22% (con punte del 47%) di quelli offerti da Google. Ironia della sorte, è partecipando alla Google Science Fair, un concorso on line per studenti di età compresa tra i 13 e i 18 anni indetto da Mountain View, che Tukrel ha dato vita al portentoso software.

Il ragazzo sostiene di aver impiegato un paio di mesi per disegnare il motore di ricerca e circa 60 ore per trasformalo in codice. Gli attrezzi del mestiere? Un computer con un gigabyte di memoria, un ambiente di sviluppo per il linguaggio Python, un banale programma per la gestione dei fogli elettronici e l’accesso a Google e all’archivio del New York Times.

“Pensavo di dedicarmi a un progetto nell’ambito delle ricerche personalizzate, ma quando mi sono reso conto che Google aveva già le soluzioni giuste, ho provato ad andare oltre”, ha dichiarato Tukrel intervistato dall’Economic Times of India durante lo stage che ha effettuato presso Icecream Labs, società tecnologica con sede a Bangalore. Così il liceale si è concentrato sulle ricerche basate sugli interessi degli utenti, mettendo in relazione come da manuale elementi di geolocalizzazione, affinità con le app installate sul proprio device e registro del browser. A questo punto ha aggiunto l’ingrediente magico, ovvero la capacità dell’engine di scovare ciò che l’utente realmente desidera attraverso l’analisi approfondita dei sottotesti all’interno dei contenuti esplorati dal codice. Terminato il lavoro, Tukrel ha testato l’efficacia del motore di ricerca creando una serie di profili fittizi con relative passioni e aree tematiche e li ha collegati ad articoli corrispondenti pubblicati nell’archivio del New York Times negli ultimi 12 mesi. A quel punto ha inserito le informazioni su Google e sul proprio software per confrontare il comportamento dei due search engine, rimanendo lui stesso sbalordito dai risultati.

Il lavoro è stato inviato il mese scorso all’International High School Journal of Science, dove riceverà senz’altro valutazioni più approfondite. Ma nel frattempo Anmol Tukrel è già riuscito a far parlare di sé in mezzo mondo, e soprattutto in India, dove insieme all’entusiasmo per la recente nomina di Sundar Pichai a numero uno di Google, sta infiammando la comunità tecnologica locale. Il prossimo passo è la creazione di un aggregatore di notizie basato sul nuovo codice, da brevettare e vendere alle agenzie di digital marketing, con l’obiettivo poi di terminare le scuole superiori e iscriversi alla facoltà di Informatica all’università di Stanford. A chi gli chiede se è proprio necessario continuare a studiare, visto che Tukrel è già titolare di una startup, la Tacocat Computers, e che probabilmente sarebbe ben gradito alla fondazione di Peter Theil (il creatore di PayPal), dove per sviluppare le proprie idee bisogna tassativamente lasciar perdere l’università, il ragazzo risponde: “Per essere sincero, trovo che sia estremamente stupido mollare. È da arroganti pensare che la propria idea sia così brillante da non aver più bisogno di imparare nulla”.

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