La portaerei Reagan "bombardata" dagli hacker: a rischio i dati militari Usa - CorCom

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La portaerei Reagan “bombardata” dagli hacker: a rischio i dati militari Usa

L’attacco dalla Cina. I pirati informatici hanno agito con una serie di e-mail infette con l’obiettivo di rubare dettagli sulle manovre e sui sistemi di comando della Marina statunitense. Ma non ci sarebbero legami tra il cyberattacco e il governo di Pechino

21 Ott 2016

F.Me.

Attacco hacker alla portaerei Ronald Reagan per carpire informazioni sulle manovre militari Usa. Lo rivela al Financial Times una società di sicurezza informatica americana, la FireEye. Gli hacker cinesi avrebbero attaccato i funzionari di governo che si trovavano sulla portaerei, inondandoli di mail infette, l’11 luglio scorso, il giorno prima della controversa sentenza del tribunale dell’Aia sul Mar Cinese Meridionale. La portaerei in quei giorni era di pattuglia nella zona contesa.

FireEye ha raccontato come il virus contenuto nelle email è studiato per copiare informazioni dal computer infettato o scaricare ulteriori virus. L’obiettivo dei pirati informatici cinesi era di rubare informazioni sulle manovre militari in corso e sui sistemi di comando e controllo della Marina degli Stati Uniti. La FireEye ha però detto al giornale inglese che non ci sono prove che gli hacker cinesi fossero legati al governo di Pechino, né sul risultato della loro operazione. La portaerei Ronald Reagan e il suo gruppo hanno navigato per 53 giorni nel Pacifico occidentale quest’anno, proprio per mostrare la bandiera alla flotta cinese spedita da Pechino per rivendicare circa il 90 per cento del Mar cinese meridionale. Fonti del Pentagono dicono di non avere “indicazioni che i sistemi classificati della Ronald Reagan siano stati compromessi”.

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L’intelligence americana ha individuato quella che sembra la centrale degli hacker militari cinesi: sarebbe a Shanghai in Datong Road, in un palazzone di 12 piani. L’attacco contro la Ronald Reagan però non sarebbe arrivato dalla base militare di Shanghai, ma sarebbe opera di hacker “indipendenti” dal governo cinese.

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