IL CASO

Hacking Team, “a rischio le reti elettriche e ferroviarie”

L’allarme lanciato dal capo della Polizia Alessandro Pansa: “Non si escludono anche ricatti industriali alle grandi imprese”. Tra le inchieste danneggiate dall’hackeraggio anche quella sulla Jihad a Brescia

Pubblicato il 31 Lug 2015

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L’Italia rischia attacchi alle reti ferroviarie ed elettriche e casi di ricatti industriali. L’allarme è stato lanciato dal il capo della Polizia Alessandro Pansa, in audizione al Copasir. Pansa ha confermato il danno pesantissimo provocato dall’intrusione dei pirati nel sistema della società milanese. In realtà le conseguenze rischiano di essere ben più serie, con attacchi che in futuro potrebbero riguardare le reti elettriche e ferroviarie, ma anche possibili ricatti industriali portati avanti grazie ai dati rubati.

Tra le inchieste danneggiate anche quella sulla Jihad a Brescia. Le intercettazioni della Polizia sui Pc del del tunisino Lassad Briki e del pachistano Muhammad Waqase – sospettati di voler colpire la base militare di Ghedi e compiere altre azioni in nome dell’Isis – erano infatti effettuate con le apparecchiature di HT. La cosa ha costretto gli inquirenti a bloccare le indagini prima che i due potessero scoprire di essere pedinati e fuggire, anche se gli arresti sono avvenuti prima del 22 liglio , giorno in cui è scoppiato il “leak”. Altre inchieste, “alcune proprio sui fondamentalisti islamici, sono state invece bloccate quando è stato svelato su internet il “codice sorgente” del sistema utilizzato oppure hanno subito gravi danni”.

All’audizione Pansa era accompagnato dal capo della Polizia postale. Molte inchieste, ha spiegato il prefetto al Copasir, sono state bloccate in modo duraturo dopo la pubblicazione in rete del codice sorgente del software della Hacking Team, il cui uso è stato dismesso in seguito all’attacco subito dalla società. Indagini sono in corso sugli autori del furto informatico.

Tra i problemi sollevati nel corso dell’ audizione c’è anche il fatto che al momento nessuna azienda italiana è in grado di fornire un servizio simile a quello che la HT metteva a disposizione della polizia e delle altre forze dell’ordine. E’ emerso inoltre che società esterne al ministero della Giustizia utilizzavano il software dell’ azienda milanese e dunque il Copasir la prossima settimana ascolterà in audizione il ministro Andrea Orlando, oltre ai comandanti generali di Carabinieri, Tullio Del Sette e Guardia di finanza, Saverio Capolupo. Anche Arma e Gdf, infatti, si servivano del software HT per le loro indagini.

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