Hi-tech Usa: continua lo shopping in casa, ma nel mirino c'è l'Europa - CorCom

RAPPORTO PWC

Hi-tech Usa: continua lo shopping in casa, ma nel mirino c’è l’Europa

Il rapporto trimestrale di Pricewaterhouse Coopers segnala una riduzione degli accordi M&A, ma un aumento del valore economico complessivo. Dopo gli Stati Uniti, l’attenzione resta alta sul Vecchio Continente

30 Ott 2015

Andrea Frollà

Dopo il mercato interno statunitense, è l’Europa il punto focale su cui le compagnie tecnologiche stanno guardando con maggiore attenzione: durante il periodo giugno-settembre 2015 nel Vecchio Continente sono state acquisite compagnie o chiuse fusioni per 3,5 miliardi di dollari. Mentre in Asia, Canada e resto del mondo il valore non ha superato il miliardo e 200 mila dollari. La conferma di questa tendenza arriva dall’osservatorio trimestrale elaborato dalla società americana di consulenza Price Waterhouse Coopers e testimonia il costante interesse delle aziende Usa per il mercato tecnologico europeo tutt’altro che privo di occasioni e statico, come dimostra anche il prossimo matrimonio la finlandese Nokia e la francese AlcatelLucent.

Del resto già la classifica stilata da Truffle con Idc, Cxp Group e Essec Business School aveva dimostrato il fermento del business tech in Europa: le prime 100 software house made in Europe hanno infatti visto i propri ricavi crescere del 2,7% nel 2014. Manca un colosso come Apple o Samsung, ma c’è comunque in atto una fase di concentrazione aziendale, visto che le prime 5 aziende europee per fatturato si dividono il 53% dell’intero mercato della tecnologia.

In generale nel terzo trimestre dell’anno le aziende degli Stati Uniti hanno chiuso 62 accordi di fusione e acquisizione nel settore tecnologico, per un valore complessivo di 25 miliardi e 100 milioni di dollari. Un dato che testimonia un aumento del 3% del volume economico, ma una riduzione del 5% del numero di deal chiusi. Il report Pwc segnala dunque un trend interessante: meno accordi, ma più corposi dal punto di vista economico.

Il valore medio registrato delle fusioni e delle acquisizione concluse dalle compagnie Usa si attesta sui 404 milioni di dollari, registrando un aumento di circa 105 milioni per ogni accordo. Sia in termine numerico che in termine di valore, a trainare le dinamiche M&A del settore tech è stato il comparto dei software, con il 41% degli accordi totali. Anche i semiconduttori registrano una buona performance, con un aumento dei deal del 36% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, ma i volumi economici restano modesti (1,5 miliardi di dollari). Si riducono invece gli accordi nei settori Internet, It Services Internet. L’aumento in termini di valore economico degli accordi chiusi dalle compagnie made in Usa è destinato a continuare fino alla fine dell’anno per esplodere ad inizio 2016. Entro febbraio del prossimo anno dovrebbe infatti concludersi l’acquisizione di Emc da parte di Dell, un affare da circa 67 miliardi di dollari.