IL PROGRAMMA

Horizon Europe, il budget sale a 16 miliardi: sprint al digitale

La Commissione Ue aumenta le risorse di 562 milioni. In crescita a 10 milioni anche i fondi per le startup femminili, nell’ambito del progetto WomenTechEu. Per i ricercatori ucraini sfollati disponibili 25 milioni. La commissaria Vestager: “Uniamo innovazione e solidarietà”

10 Mag 2022

Federica Meta

Giornalista

La Ue potenzia Horizon Europe per accelerare la transizione digitale e verde dell’Unione: il bilancio del programma per il 2021-2022 aumenta di quasi 562 milioni per un totale di circa 16 miliardi.

Oltre all’aumento del budget, è stata inserita una novità che riguarda azioni a sostegno dei ricercatori precedentemente attivi in Ucraina. Nell’ambito del nuovo programma MscaUkraine, sono stati stanziati 25 milioni di euro per permettere ai ricercatori sfollati di continuare il loro lavoro presso un’organizzazione di accoglienza accademica o non accademica negli Stati membri dell’Ue o nei paesi associati a Horizon Europe e di sostenerli nel ristabilirsi in Ucraina quando ciò sarà possibile, per ricostruire la capacità di ricerca e innovazione del paese.

Centinaia di scienziati ucraini potranno inoltre beneficiare di un aumento del budget di 1 milione di euro per il programma Human Frontier Science per l’iniziativa “gli scienziati aiutano gli scienziati”, nell’ambito del Cluster 1 “Salute” di Horizon Europe.

Inoltre, l’emendamento specifica che i soggetti giuridici stabiliti in Russia, Bielorussia o in territori ucraini non controllati dal governo non possano partecipare ad azioni sostenute dal programma europeo a qualsiasi titolo. Eccezioni possono essere concesse caso per caso e per motivi giustificati.

Triplicato anche il bilancio del progetto WomenTechEu a 10 milioni per sostenere più di 100 start-up guidate da donne e una nuova azione per creare e coltivare angel investing nell’Ue (2 milioni di euro).

Sei milioni di euro sono poi resi disponibili nell’ambito “Cultura, creatività e società inclusiva” per il sostegno alla creazione di piattaforme e reti collaborative per la cultura e le industrie creative; 3 milioni per la valutazione dell’impatto sociale delle politiche di transizione verde: 3 milioni per lo sviluppo di soluzioni  per il futuro della democrazia e, infine, 1,5 milioni per  l’Osservatorio dell’innovazione del settore pubblico. Sono stati inoltre aggiunti altri piccoli adeguamenti al programma di lavoro per un totale di 3,2 milioni di euro.

La prima tornata dei prossimi inviti si aprirà il 12 maggio 2022 e la seconda il 24 maggio 2022.

“Questi ulteriori investimenti in ricerca e innovazione ci aiuteranno a mettere in pratica politiche chiave – spiega la vicepresidente con delega al Digitale e Concorrenza, Margrethe Vestager – Horizon Europe non è solamente un programma proiettato verso il futuro per creare  un’Europa più sana, più verde e digitale, ma anche uno strumento di solidarietà per sostenere i ricercatori sfollati dell’Ucraina”.

Per Mariya Gabriel, commissaria responsabile per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e la gioventù, “con questa revisione del programma di lavoro rafforziamo l’intenzione di vincere, attraverso la ricerca e l’innovazione, le maggiori sfide sociali con strumenti nuovi e innovativi. Inoltre, sosterremo i ricercatori sfollati dell’Ucraina per consentire loro di proseguire il loro lavoro di ricerca e innovazione”. 

Nuove regole per gli accordi verticali

La Commissione europea ha adottato il nuovo regolamento per le esenzioni di categoria relativi agli accordi verticali, cioè quelli conclusi tra imprese che operano a livelli diversi della catena commerciale (produttori-fornitori di beni o servizi e i loro distributori), e i nuovi orientamenti. Le nuove norme aiuteranno a valutare la compatibilità di tali accordi di fornitura e distribuzione con le norme europee in materia di concorrenza in un contesto caratterizzato dalla crescita del commercio elettronico e delle vendite online. Il quadro normativo e le linee guida entreranno in vigore l’1 giugno.

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“Il regolamento verticale di esenzione per categoria e gli orientamenti verticali rivisti sono il risultato di un processo di revisione approfondito – sottolinea Vestager – Le nuove regole forniranno alle aziende una guida aggiornata, adatta per un decennio ancora più digitalizzato. Le regole sono strumenti importanti che aiuteranno tutti i tipi di imprese, comprese le piccole e medie imprese, per valutare i loro accordi verticali nella loro attività quotidiana”.

Cosa sono gli accordi verticali

Gli accordi verticali sono accordi tra due o più imprese operanti a diversi livelli della catena di produzione o distribuzione e relativi alle condizioni alle quali le parti possono acquistare, vendere o rivendere determinati beni o servizi. L’articolo 101, paragrafo 1, del Trattato sul funzionamento della Ue, vieta gli accordi tra n imprese che limitano la concorrenza. Tuttavia, ai sensi del paragrafo 3, tali accordi sono compatibili con il mercato unico, a condizione che contribuiscano a migliorare la produzione o la distribuzione di beni o a promuovere il progresso tecnico o economico, pur consentendo ai consumatori una congrua quota dei benefici che ne derivano e senza eliminare la concorrenza.

Al centro c’è la questione della zona di sicurezza (in inglese nota come safe harbor), un porto sicuro grazie al quale alcuni accordi sono esentati per categoria. Le principali modifiche alle regole precedenti si concentrano sull’adeguamento del “porto sicuro” per garantire, spiega Bruxelles, che “non sia né troppo generoso né troppo ristretto”. In particolare, ne viene ristretto l’ambito per quanto riguarda la doppia distribuzione quando un fornitore vende i propri beni o servizi tramite distributori indipendenti ma anche direttamente ai clienti finali) e gli obblighi di parità (che richiedono a un venditore di offrire alla sua controparte condizioni uguali o migliori di quelle offerte sui canali di vendita di terzi, come altre piattaforme, e/o sui canali di vendita diretta del venditore, come il suo sito web). Ciò significa che alcuni aspetti della doppia distribuzione e alcuni tipi di obblighi di parità non saranno più esentati, ma dovranno invece essere valutati caso per caso.

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