LA SVOLTA

Hp si spacca in due e cerca la svolta

Due aziende distinte, una per Pc e stampanti, l’altra per hardware e servizi corporate. Ed entrambe saranno quotate in Borsa. Dopo anni di fatturato in calo, la società punta sulla ripresa

06 Ott 2014

Patrizia Licata

Hewlett-Packard si divide in due: personal computer e stampanti da una parte, hardware e servizi per le imprese, dall’altra. Così il colosso It americano cerca di rivitalizzare il suo business, da anni in crisi tanto che dal 2012 l’azienda aveva varato un severo programma di ristrutturazione e riorganizzazione interna. Dopo le prime indiscrezioni trapelate sul Wall Street Journal, Hp ha confermato ufficialmente la divisione in due aziende, che saranno quotate in Borsa separatamente, ciascuna con oltre 50 miliardi di dollari di fatturato annuale. Hp ha anche indicato che aumenteranno i licenziamenti e pre-prepensionamenti previsti dal piano di ristrutturazione: ora il totale si porta a 55.000 contro i precedenti 50.000.

Fonti vicine ad Hp dicono che il calo del fatturato è il primo motivo dietro la decisione di spaccarsi in due: Pc e stampanti sono un’attività che non rende più, mentre il vero potenziale di crescita è nell’hardware e soprattutto nei servizi per il ramo corporate, che però ancora non hanno prodotto i risulati sperati. Nell’anno fiscale 2013 (terminato lo scorso ottobre), il Printing and Personal Systems Group di Hp ha riportato revenues per 55,9 miliardi di dollari, circa la metà del totale fatturato da Hp, ma le vendite sono scese del 7,1% a causa dell’intensificarsi della concorrenza, mentre il fatturato totale di Hp è sceso del 6,7%. L’anno scorso Hp ha anche perso il primato di prima azienda mondiale dei Pc per volumi di vendite, secondo i dati di Idc, scalzata dalla cinese Lenovo.

“Il lavoro svolto con la ristrutturazione negli scorsi tre anni ha significativamente rafforzato i nostri core business al punto che ora possiamo con maggiore aggressività inseguire le opportunità create da un mercato in rapida evoluzione”, ha detto oggi il Ceo Meg Whitman. “La decisione di separarci in due aziende leader di mercato sottolinea il nostro impegno nel progetto di rilancio. Ciascuna azienda singolarmente avrà l’indipendenza, il focus, le risorse fnanziarie e la flessibilità necessari per adattarsi rapidamente alle dinamiche di mercato e alle esigenze dei clienti, generando anche valore per gli azionisti. Saremo in una posizione migliore per competere sul mercato, servire clienti e partner e offrire il massimo valore agli azionisti”.

“La divisione delle due attività è una mossa brillante proprio nel mezzo della trasformazione in corso in Hp. Libererebbe grandi potenzialità ancora inespresse”, ha detto Ralph Whitworth, investitore di Hp e fino a poco tempo fa suo chairman.

Due Hp di dimensioni più ridotte potrebbero rispondere meglio, insomma, alle sfide del mercato di oggi. Un mercato dominato ormai da smartphone e tablet e dalle aziende del mobile come Apple e in cui i servizi per le aziende si erogano nel cloud e i cui nuovi leader sono Amazon e Google.

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“Questa separazione è una buona idea”, commenta Patrick Moorhead, analista indipendente. “Hp è un’azienda gigantesca, i benefici dello snellirsi e potersi muovere più velocemente sono enormi”.

L’idea della separazione delle sue attività non è nuova per Hp. Nel 1999 l’azienda di Palo Alto aveva fatto lo spin-off di Agilent Technologies, produttore di hardware. Poi nel 2011 aveva pensato a separare il suo ramo Pc, quando ha annunciato la (sfortunata) acquisizione della società software britannica Autonomy Corp., pagata 11 miliardi di dollari e con cui si è poi aperta una disputa legale sul reale valore della società. Nel 2012, sotto l’attuale Ceo Meg Whitman, Hp ha proceduto a una riorganizzazione fondendo la divisione dei Pc con quella delle stampanti. Questa operazione ha aperto la strada all’attuale decisione di dividere Hp in due.

Ora la Whitman diventerà President e Chief executive officer di Hewlett-Packard Enterprise. Il business di quest’ultima saranno i server, le macchine per lo storage dei dati, il networking, il software e i servizi per i clienti aziendali. La Whitman sarà anche chairman del board di Hp Inc., la divisione computer e stampanti, il cui presidente e Ceo sarà Dion Weisler.

La separazione di Hp torna a far speculare il mercato su possibili manovre di M&A. L’anno scorso Hp era entrata in trattative con Emc per un possibile merger, un’operazione che avrebbe creato un colosso da 130 miliardi di dollari di fatturato. Le trattative si sono poi chiuse con un nulla di fatto, ma ora la spaccatura di Hp potrebbe riaprire le porte dell’accordo con Emc: la parte Enterprise, quella che si occupa di hardware e servizi per le aziende, potrebbe, secondo alcuni, alla fine fondersi con il colosso dello storage.