I RISULTATI FINANZIARI

Huawei: utile netto da record, +76% nonostante le sanzioni Usa

Fatturato in calo del 28,5% nel 2021, ma la Big cinese tiene duro nonostante le pressioni americane e investe in ricerca e sviluppo il 22,4% delle entrate totali, annunciando un progressivo incremento degli impegni su questo fronte

28 Mar 2022

Veronica Balocco

huawei

Il colosso cinese delle telecomunicazioni Huawei archivia il 2021 con un utile netto record, in crescita del 76% rispetto al 2020, nonostante le sanzioni statunitensi. Per tutto l’anno Huawei ha registrato un utile netto di 113,7 miliardi di yuan (16,2 miliardi di euro circa), contro i 64,6 miliardi dell’anno precedente. Il fatturato del gruppo mostra invece un calo del 28,5% in un anno.

Lo fa sapere la società nel suo rapporto annuale, rivelando anche che la spesa in ricerca e sviluppo nel 2021 ha raggiunto 142,7 miliardi di yuan, pari al 22,4% delle entrate totali, spingendo l’investimento totale in R&S degli ultimi 10 anni a oltre 845 miliardi di yuan. L’azienda ha comunque annunciato di prevedere un aumento progressivo dell’impegno su questo fronte.

Smartphone: nessun dato di vendita

Huawei non ha rilasciato i dettagli sul numero di cellulari venduti l’anno scorso. Il marchio era fra i primi tre produttori di smartphone al mondo, insieme alla coreana Samsung e all’americana Apple. E ha mantenuto per breve tempo il primo posto, spinto dalla domanda e dalle vendite cinesi nei mercati emergenti. Ma le sanzioni statunitensi nel 2018, che in particolare hanno tagliato fuori l’azienda dalle catene d’approvvigionamento di componenti globali, avevano gettato nell’incertezza il ramo smartphone. Washington ha anche esortato i suoi alleati a rinunciare a Huawei per le proprie reti 5G, sostenendo che Pechino potrebbe utilizzare la compagnia cinese per monitorare le comunicazioni e il traffico dati del Paese.

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Nonostante la pressione degli Stati Uniti, “la nostra capacità di realizzare profitti e generare flussi di cassa è in aumento”, ha affermato Meng Wanzhou, chief financial officer del gruppo. Ora “siamo in grado di affrontare meglio l’incertezza”, ha detto la figlia del fondatore di Huawei.

Il caso “Lady Huawei”

Alla fine del 2018, nel bel mezzo della rivalità tech con Pechino, ‘Lady Huawei’ era stata arrestata in Canada su richiesta degli Stati Uniti con l’accusa di frode bancaria legata alle sanzioni contro l’Iran. Dopo quasi tre anni di procedimento, alla fine si settembre Meng Wanzhou è tornata in Cina. Il suo arresto ha segnato l’inizio di una grave crisi diplomatica tra Pechino e Ottawa e la detenzione in Cina di due canadesi per rappresaglia.

Con sede a Shenzhen, nel sud della Cina, Huawei ha circa 195.000 dipendenti ed è presente in oltre 170 Paesi. La società non e’ quotata e pertanto non è soggetta agli stessi obblighi di certificazione dei conti o di indicazione nella pubblicazione dei risultati dei gruppi di borsa. Di fronte alle pressioni americane, l’azienda si è rifocalizzata sul mercato cinese e sta diversificando le proprie attività, in particolare nel cloud computing e nelle auto connesse.

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