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I big dell’hi-tech puntano sui droni, 2016 anno clou

Qualcomm e Intel investiranno 2,3 miliardi di dollari nei velivoli commerciali il prossimo anno. Il comparto destinato a crescere del 20% fino al 2020. Focus sulle applicazioni per energia, agricoltura, costruzioni e media

29 Dic 2015

Patrizia Licata

I droni commerciali e le loro start-up sono la nuova frontiera per le grandi imprese in cerca di attività promettenti in cui investire. Gruppi industriali tra cui Qualcomm, Intel, GE e Boeing hanno già infuso denaro in società innovative di un settore in costante crescita e fermento, capace di attrarre somme consistenti dal venture capital e dalle multinazionali.

Secondo l’ultimo report di BI Intelligence, l’industria dei droni commerciali genererà 2,3 miliardi di dollari in investimenti solo nel mercato statunitense nel 2016. Si tratta di un’industria giovane, ma che già comincia ad assistere a trend di consolidamento e che attira importanti investimenti da parte di grandi gruppi industriali nei settori della difesa e dei chip.

BI Intelligence stima che a livello globale questa industria si svilupperà intorno ad applicazioni per alcuni settori specifici: agricoltura, energia, utilities, industria estrattiva, settore immobiliare e delle costruzioni, media e produzione di film. Secondo gli analisti, l’e-commerce e la consegna di pacchi non saranno il focus principale dell’industria dei droni in questa sua prima fase di sviluppo.

La maggior parte della crescita nell’industria dei droni avviene oggi a livello civile-commerciale: il settore si sta gradualmente espandendo ben oltre i confini degli utilizzi militari. Il mercato dei droni commerciali e civili crescerà a un tasso annuale composito (Cagr) del 19% tra 2015 e 2020, mentre il mercato dei droni militari crescerà nello stesso periodo del 5%.

A livello di imprese, i produttori di droni tradizionalmente legati al settore militare partono sfavoriti ora che l’industria sposta le sue promesse verso il settore civile. Sono le nuove start-up focalizzate sui droni di uso commerciale ad avere invece la posizione di vantaggio. Tra i produttori principali che stanno emergendo fuori dagli Usa ci sono la svizzera senseFly (di proprietà della francese Parrot), la canadese Aeryon, la svedese CybAero, la cinese DJI e la coreana Gryphon.

A livello di regolamentazione, negli Usa è stata proposta una normativa che metterà fine al divieto sui voli di droni commerciali e permetterà voli di alta quota per piccoli droni controllati a terra da un pilota. Queste norme non saranno finalizzate dalla Federal Aviation Administration prima del 2017 ma BI Intelligence ritiene comunque molto probabile che nel corso del prossimo anno i voli commerciali di droni, benché limitati, diventeranno una “routine”.

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