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IL CASO

I conti italiani frenano BT: irregolarità per 530 milioni di sterline

Tagliate le previsioni per il bilancio dell’anno fiscale che si chiude a marzo: più che triplicato il danno ipotizzato a causa dei “comportamenti impropri” del management locale. Il Ceo Patterson: “Sconcertati dall’accaduto”. A febbraio il nuovo country manager

24 Gen 2017

A.S.

Bt ha portato a termine l’indagine interna sui conti delle proprie attività in Italia, e il costo per l’azienda dei “comportamenti impropri” del management e delle irregolarità contabili registrati nel Paese sale dei 145 milioni di sterline ipotizzati a ottobre fino agli attuali 530 milioni. Una situazione, e soprattutto una cifra, che ha portato l’azienda a rivedere al ribasso le previsioni sui risultati finanziari dell’anno fiscale che sta per concludersi. La reazione dei mercati finanziari non si è fatta attendere, con il titolo che, a ridosso dell’annuncio, è crollato a Londra del 17,6%. “L’estensione e la complessità delle irregolarità in Italia sono state di gran lunga più importanti di quanto apparissero in prima battuta”, sottolinea la società in una nota. In pratica, una complessa serie di artifici contabili, e la registrazione errata di vendite, acquisti e transazioni avrebbe portato a “gonfiare” i guadagni per diversi anni.

“Il comportamenti irregolari che hanno riguardato il nostro business in Italia – sottolinea la nota dell’operatore britannico – sono una questione estremamente seria, e abbiamo preso misure immediate per rafforzare i processi finanziari e i controlli. Abbiamo sospeso diversi membri del senior management team, che ora hanno lasciato i loro incarichi. Abbiamo inoltre nominato un nuovo Ceo per Bt Italy, che entrerà in carica dal primo febbraio, e si occuperà di passare in rassegna l’operato del mamagement team lavorando fianco a fianco don Bt group Ethics and Compliance per migliorare la governance, vigilare sul rispetto delle regole e lavorare sulle salvaguardie finanziarie”.

“Siamo sconcertati dalle pratiche irregolari che abbiamo trovato nel nostro business in Italia – commenta Gavin Patterson (nella foto), ceo de gruppo Bt – Abbiamo messo in campo indagini approfondite e rimaniamo impegnati ad assicurare i più alti standard a beneficio dei nostri clienti, degli azionisti e del personale”.

Gli strascichi della vicenda faranno sentire il loro peso, secondo l’azienda, sui conti del terzo trimestre e su quelli dell’intero anno: l’adjusted ebitda per il terzo trimestre, che si chiude a dicembre, dovrebbe infatti scendere di 120 milioni di sterline, e il flusso di cassa di circa 100 milioni. Per l’anno fiscale che si chiuderà a marzo Bt si aspetta che il fatturato scenda di 200 milioni di sterline rispetto alle previsioni precedenti, che l’adjusted ebitda registri un calo di 175 milioni e che il flusso di cassa sia inferiore di 500 milioni di sterline rispetto alle attese. Un impatto che dovrebbe essere simile, secondo le previsioni della società, anche per l’anno fiscale successivo.

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