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IL CASO

I droni di Amazon sotto accusa: “Solo pubblicità”

All’indomani dell’annuncio dei droni-fattorini alcuni esperti accusano il ceo Bezos di aver approfittato dell’occasione del Cyber Monday per “stimolare” gli acquisti sul portale e-commerce. Secondo le stime i “volanti” non decolleranno prima del 2020 e non nel 2018 come annunciato. Da sanare tutta una serie di questioni regolatorie

03 Dic 2013

Luciana Maci

Critiche e dubbi piovono su Amazon dopo l’annuncio televisivo del ceo Jeff Bezos sulla messa a punto di un sistema di consegne attraverso droni chiamati “ottocotteri”, in grado di distribuire in meno di mezz’ora pacchetti da due chili nel raggio di 16 chilometri. Un progetto che, stando a Bezos, dovrebbe essere operativo “entro 4-5 anni”.

A sollevare perplessità sulla fattibilità del progetto sono stati regolatori, docenti ed esponenti dell’industria delle spedizioni. E secondo alcuni commentatori si sarebbe trattato “soltanto di pubblicità”.

La Federal Aviation Administration (Faa), ente federale Usa, ha dichiarato che, in base a linee guida emanate lo scorso 7 novembre, non intende consentire alcun volo commerciale privo della guida di un essere umano. E, secondo fonti del Wall Street Journal, la Faa non avrebbe alcuna intenzione di avviare la certificazione di droni ad uso commerciale prima del 2020.

United Parcel Service (Ups), la maggiore compagnia internazionale di spedizioni, ha riferito di “essere stata contattata da venditori di droni, ma di essere contenta per il momento di restare sulla terraferma”. Alan Gershenhorn, Chief Sales e Marketing Officer di Ups, ha aggiunto che per ora “la domanda è troppo limitata per coprire i costi e le sfide tecniche”. A suo dire le tecnologie abilitanti all’uso di piccoli droni sono “ancora di là da venire”.

Un altro big delle spedizioni, FedEx, attraverso il suo Senior Vice President Patrick Fitzgerald, ha precisato che la sua azienda, sempre attenta all’innovazione, potrebbe decidere di riflettere su questo tema, ma “al momento non sono previsti droni nella rete di consegna”.

Più probabilista Benjamin Trapnell, docente di Aeronautica all’Università del North Dakota, secondo il quale “la tecnologia non è ancora pronta ma sta progredendo”. Tuttavia Trapnell avverte: “Il diavolo è nei dettagli: un sistema di consegna attraverso droni automatizzati come quello annunciato da Bezos non solo deve essere in grado di garantire una ottima capacità di navigazione, ma deve possedere anche sensori per evitare alberi, edifici e persone”. Per questo secondo il professore ci saranno “grossi problemi” nell’affermazione di questo tipo di consegne.

E intanto Business Insider, testata tecnologica, sostiene che si è trattato solo di pubblicità. In un articolo intitolato “La vera ragione per cui Amazon ha annunciato le consegne tramite droni: 3 milioni di dollari di pubblicità gratuita nel Cyber Monday”, Nicholas Carlson fa il calcolo di quanto il gruppo abbia tratto beneficio dall’intervista da 30 minuti a Bezos andata in onda nel programma “60 Minutes” della Cbs. “Si è parlato per circa 15 minuti di droni – scrive – e uno spot di 30 secondi durante uno show delle 19.000 costa di solito 100mila dollari”. La stima del giornalista è che ad Amazon tutto questo abbia fruttato circa 3 milioni di dollari di “risparmi” in annunci pubblicitari in vista del Cyber Monday, giornata creata dalle società di marketing e dedicata agli acquisti online.

E’ la stessa tesi dell’Huffington Post edizione americana, secondo cui Bezos, parlando di un sistema che, secondo la testata, “potrebbe forse andare a regime tra una decina d’anni e più”, ha voluto semplicemente “rilanciare l’immagine di Amazon” a ridosso della giornata dedicata allo shopping online. Ma, a detta del giornale online, “la prima vittima dell’annuncio dell’azienda è la credibilità della Cbs“.

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