BORSA

I titoli hi-tech asiatici “top performer”. Trade war permettendo

Secondo JPMorgan Asset Management fra i favoriti ci sono Samsung, Alibaba, Tencent, Taiwan Semiconductor Manufacturing e JD.com che potrebbero veder raddoppiato il valore in 3-5 anni. Ma l’escalation nelle tensioni commerciali Usa-Cina potrebbe frenare le ambizioni

11 Mag 2020

Patrizia Licata

giornalista

Il ricorso massiccio allo smart working ma anche all’intrattenimento digitale favorirà in Borsa i titoli hitech asiatici, secondo JPMorgan Asset Management. Aziende come Samsung, Alibaba, Tencent, Taiwan Semiconductor Manufacturing e JD.com saranno dei “top performer” entro i prossimi tre-cinque anni; per alcuni  il titolo potrebbe raddoppiare di valore, perché la pandemia di coronavirus potrebbe rendere le attività digitali e da remoto la “nuova normalità”.

“Vediamo che tuttora la maggior parte di questi gruppo tecnologici offrono al mercato ritorni attesi annualizzati fra il 15% e il 25% su un periodo di cinque anni”, afferma Mark Davids, co-manager del JPMorgan Asia Growth Fund. I trend tecnologici “che esistevano prima del coronavirus sono stati accelerati”.

Il JPMorgan Asia Growth Fund è già un forte investitore in Samsung, Alibaba, Tencent, Taiwan Semiconductor Manufacturing e, in seconda battuta, in JD.com (concorrente più piccolo di Alibaba nell’e-commerce in Cina) e Sea. JP Morgan ora scrive ai suoi clienti che il previsto rally del titoli asiatici permetterà al suo fondo asiatico di restare sempre un passo avanti alla concorrenza.

I settori hitech “premiati” dalla pandemia

Per Davids le politiche volte a contenere i contagi da Covid-19 hanno fatto emergere il valore e l’importanza delle tecnologie cloud, dello smart working e delle piattaforme di collaborazione, dello streaming online di contenuti, dell’e-commerce, dei chip di memoria e dei data center. Le azioni asiatiche delle aziende dell’hardware, dell’internet gaming e del commercio elettronico sono considerate dall’esperto “molto attraenti nel lungo periodo”.

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Davids ha riferito di aver aumentato l’esposizione del fondo anche sulle azioni delle aziende cinesi che si rivolgono direttamente ai consumatori. Ha invece ridotto le quote nelle banche e negli assicuratori tradizionali in Cina, con alcune eccezioni per società finanziarie nell’area del Sud-est asiatico e per i gruppi focalizzati sull’offerta digitale.

“Banche e assicuratori in grado di offrire prodotti finanziari ben progettati e che sono per buona parte digitalizzati” acquisteranno quote di mercato molto più velocemente dei concorrenti tradizionali, secondo Davids.

Un inasprimento della trade war può cambiare tutto

Lo scenario per i titoli asiatici non è però tutto positivo: esistono due grandi fattori di incertezza che potrebbero introdurre debolezza nei trend in Borsa. Si tratta di un’eventuale seconda ondata della pandemia di coronavirus e di una possibile escalation della trade war, ovvero le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. Questi fattori rappresentano un rischio per le azioni delle aziende asiatiche di tutti i settori.

La scorsa settimana il presidente americano Donald Trump ha lasciato intendere l’attuazione della “fase uno” della tregua commerciale con la Cina rischia di slittare, perché ci sarebbero difficoltà con Pechino alla luce della pandemia. Trump, come noto, ha accusato la Cina di aver creato il nuovo coronavirus in un laboratorio di ricerca di Wuhan. Pechino ha respinto le accuse e anzi additato a sua volta gli Usa come responsabili di aver portato il virus in Cina.

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