Iapichino (Tim): "Innovazione e inclusione per valorizzare i dipendenti" - CorCom

Iapichino (Tim): “Innovazione e inclusione per valorizzare i dipendenti”

Al via la “Tim equity & incusion week”: oltre 90 eventi in tutta Italia sul valore della diversità. Il responsabile People caring: “Vogliamo mettere tutti nella condizione di dare il loro migliore contributo al successo dell’azienda”

25 Nov 2016

Antonello Salerno

Saranno gli oltre 52mila dipendenti Tim i protagonisti della settimana che l’azienda dedica alla cultura dell’equità e dell’inclusione, la “TIM Equity & Inclusion Week”, che si terrà dal 28 novembre al 2 dicembre con oltre 90 eventi “live” e più di 10 online in 14 città italiane. Obiettivo: stimolare il dibattito sulla valorizzazione delle diversità insieme a rappresentanti delle istituzioni, delle associazioni e del mondo accademico. A spiegare a CorCom la filosofia si questa iniziativa è Andrea Iapichino, responsabile People Caring di Tim.

Iapichino, come nasce l’idea di dare vita alla TIM Equity & Inclusion Week e quali sono le caratteristiche principali dell’edizione 2016?

L’idea si è concretizzata lo scorso anno con la realizzazione della “TIM Diversity Week” come veicolo di coinvolgimento delle persone sulle tematiche del diversity management. L’approccio innovativo è stato quello di dare a tutti i colleghi la possibilità di progettare e realizzare insieme un intervento su questa tematica. I risultati della prima edizione sono stati decine di eventi in tutta Italia che ci hanno fatto capire che intorno al diversity management c’era non solo attenzione ma vera e concreta energia. Partendo da questa esperienza abbiamo progettato quest’anno la “TIM Equity &Inclusion Week” che segna un cambio di paradigma. L’ambizione è quella di passare dalla definizione dei contenuti della “diversity” alla ricerca di soluzioni inclusive che mettano tutte le persone in condizione di dare il loro migliore contributo al successo di TIM. Mi piace pensare che è grazie a questo che abbiamo ottenuto l’alto patrocinio di Unar. Dell’edizione 2015 abbiamo mantenuto l’approccio crowdsourcing. Al tempo stesso abbiamo spinto sull’impiego di tecnologie della comunicazione e sulle partnership con TIM#WCap, TIMmusic e TIMvision.

Quanto contano le nuove tecnologie per favorire l’inclusione e l’equità, e combattere le discriminazioni all’interno dell’azienda?

Contano molto, naturalmente, e favoriscono efficacemente l’inclusione quanto più sono impiegate già in fase di progettazione dei servizi. Iniziative quali la “TIM Equity&Inclusion Week” sono utili anche da questo punto di vista, perché non solo impiegano le tecnologie per diffondere l’attenzione all’obiettivo dell’inclusione, ma possono portare in evidenza idee per concrete soluzioni tecnologiche da sviluppare in un secondo momento. Per una grande azienda, presente su tutto il territorio nazionale come TIM, l’inclusione passa necessariamente attraverso l’innovazione: innovazione nel modo di lavorare in gruppo, innovazione nelle soluzioni che consentono di favorire il knowledge sharing, ecc.

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Quali sono i principali eventi legati al digitale all’interno del programma?

Molti eventi saranno legati al digitale perché potranno essere seguiti anche in streaming, o in modalità on demand, o con la più tradizionale videoconferenza. Ci sono poi alcuni eventi totalmente digitali quali ad es. “Let’s Kahoot!” durante il quale i colleghi dibatteranno sul significato dell’inclusione in azienda grazie proprio all’utilizzo della piattaforma Kahoot. Infine, avremo eventi nel corso dei quali si parlerà del digitale, per esempio la conferenza sugli stili relazionali che stanno consolidandosi nei social network.

Perché le imprese digitali puntano sull’affermazione della diversità e dell’inclusione e quale valore può avere questo per la crescita di un’azienda?

Penso che ci possano essere più ragioni per questa attenzione, in particolare per le aziende digitali che più di altre sono pronte a recepire l’evoluzione della società. Personalmente credo che alla base di tutto ci sia la necessità di ottimizzare le risorse che impieghiamo ricorrendo anche ad attività organizzate di inclusione. L’inclusione, infatti, progettata in coerenza con le strategie di business, è una leva per individuare e sviluppare intangible asset che altrimenti sono invisibili perché inespressi. La valorizzazione delle diversità e l’inclusione, quindi, possono trasformarsi in fattore di successo per l’azienda e sono in relazione diretta con sua la crescita.

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