Ibarra: "Mobile payment, entro 10 anni sarà mainstream" - CorCom

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Ibarra: “Mobile payment, entro 10 anni sarà mainstream”

L’Ad Wind all’evento Ericsson: “L’e-commerce rappresenta solo il 3% delle operazioni effettuate via smartphone. Italia ancora frenata, ma mi aspetto un’inversione di tendenza grazie ai millennials”

06 Lug 2016

Flavia Gamberale

“Nei prossimi 10 anni il 50-60% per cento dei pagamenti saranno eseguiti via smartphone”. È la previsione di Maximo Ibarra, amministratore delegato Wind, intervenuto a Roma all’evento annuale della Ericsson “Giovani, Innovazione, Crescita – Obiettivo N. 8”.

Ibarra ha sottolineato come oggi nei Paesi in via di sviluppo, dove le banche non esistono, il telefonino sia diventato il primo strumento attraverso il quale effettuare il trasferimento di denaro. Uno su tutti: il Kenya. Ben diversa la situazione in Europa. Qui i pagamenti tradizionali la fanno ancora da padrone. “L’e-commerce rappresenta solo il 3% delle operazioni effettuate con lo smartphone”, ha detto Ibarra. “In Italia c’è ancora una certa reticenza a usare il telefonino per pagare, ma mi aspetto un’inversione di tendenza nei prossimi 10 anni soprattutto grazie ai millenial, i giovani tra i 18 e i 35 anni, che sempre più si affidano alle nuove tecnologie”.

Per Ibarra la diffusione a livello globale dei telefoni intelligenti sarà un driver di crescita non solo per lo sviluppo di nuovi servizi a essi collegati, ma anche per l’espansione della rete ultraveloce. “Gli smartphone cinesi, venduti a bassissimo costo, porteranno 4/5 miliardi di persone a utilizzare il broadband mobile”, ha stimato Ibarra.

Il manager ha poi rimarcato come diventerà sempre più strategico per le aziende “elaborare dati che noi tutti generiamo e metterli a disposizione in maniera intelligente per proporre a clienti servizi e prodotti tagliati su misura”.

C’è un’azienda e-commerce americana che invia alla clientela prodotti senza che questi siano stati ordinati. E il 95% delle persone li acquista. Questo deve far riflettere su come i big data possano essere usati dalle imprese per prevedere con successo le abitudini di consumo”.

Tuttavia, secondo Ibarra, c’è ancora molta strada da fare per garantire la sicurezza e la protezione dei dati. “Bisogna stare attenti perché le informazioni del cliente non sono elaborate sempre in maniera corretta. La tecnologia deve essere anche sicura, non solo user friendly”, ha affermato.

Sull’attesa fusione di Wind con 3 Italia, sulla quale si attende il via libera di Bruxelles. “Mi auguro entro il mese di agosto o ai primi di settembre, per operare in una realtà unica – ha detto Ibarra – Entreremo in una fase molto interessante, in cui saremo il primo operatore mobile, con piani molto importanti di investimenti e innovazione”. E parlando di occupazione giovanile, “Avremo bisogno di competenze che possano aiutarci in questi piani di sviluppo – ha agiunto – dobbiamo fare uno sforzo incredibile per assumere i ragazzi perché rappresentano il futuro dell’azienda. Quando ho cominciato a lavorare nelle telco l’età media del personale era 28 anni, oggi supera i 40”. Insomma, il ricambio generazionale dovrà essere una priorità.

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