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LA VERTENZA

Ibm, Fiom: “Trasferimenti a Milano licenziamenti mascherati”

Fabrizio Potetti (coordinatore nazionale del settore Ict): “Iniziativa aziendale del tutto ingiustificata”

13 Set 2012

Federica Meta

“La Ibm decide di proseguire sulla strada dei licenziamenti mascherati da trasferimenti. L’azienda, che sembra accecata dalla volontà di raggiungere un proprio obiettivo, non vede che fa così un pessimo servizio a se stessa.” Lo sostiene Fabrizio Potetti, coordinatore nazionale Fiom-Cgil del settore Ict.

I trasferimenti verso la sede di Milano annunciati dall’azienda ammontano a 280, di cui 160 dagli uffici di Roma. “La Ibm sostiene infatti che, per poter svolgere il proprio lavoro, i suoi dipendenti debbono essere concentrati tutti nella sede di Milano. Una sede da cui, peraltro, dovrebbero entrare in contatto quotidiano con colleghi situati in tutto il mondo – spiega Potetti – In sostanza, la società che propone al mercato soluzioni di gestione aziendale, servizi e semplificazione dei processi world wide, a quanto pare, non riesce a identificare tali soluzioni per se stessa.”

“Tutto ciò non è credibile. E’ evidente che l’azienda tenta così di giustificare e nascondere, anche se in maniera molto maldestra, dei veri e propri licenziamenti.”

“Quello che abbiamo chiesto alla Ibm, come sindacati dei metalmeccanici, era solamente di sospendere i trasferimenti in attesa dell’incontro che si terrà a breve al ministero dello Sviluppo Economico – ricorda il sindacalista – La risposta aziendale è stata disarmante: “Prima i lavoratori si spostano a Milano e poi, se troviamo delle soluzioni, ritornano indietro”. Si tratta di una dichiarazione gravissima che lascia trasparire chiaramente la vera idea che ha dei propri collaboratori una società che, essendo impegnata nel mondo della consulenza e dei servizi, dovrebbe rispettare al massimo quelle che, nel suo linguaggio, vengono chiamate risorse umane.”

“Per parte nostra – conclide Potetti – continueremo a difendere i lavoratori col massimo impegno da un’iniziativa aziendale che si presenta come del tutto ingiustificata.”

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