Fase 2, Ict anti-crisi: oltre il 50% delle aziende pronto a investire

LA SURVEY

Ict anti-crisi: oltre il 50% delle aziende pronto a investire

È quanto emerge dall’ultimo monitoraggio di ManagerItalia e Cfmt con il supporto di AstraRicerche. Nonostante il forte calo del fatturato atteso dal 90% dei manager, le misure per la ripresa saranno per il 59% “espansive”. È sul digitale, in primis, che si farà leva

23 Apr 2020

Mi Fio

L’effetto negativo colpisce tutti, ma chi ne esce meno peggio e a volte meglio è senza ombra di dubbio il comparto Ict, in questo momento vero protagonista del lavoro degli italiani e dell’attività delle aziende con smart working, digitalizzazione dei processi organizzativi e di vendita”: è quanto emerge dai risultati dell’ultimo monitoraggio sull’evoluzione della situazione-Paese a seguito dell’emergenza Coronavirus effettuato da Manageritalia insieme con Cfmt e il supporto tecnico di AstraRicerche. La survey, dedicata a fare il punto sulle aspettative dei manager sul fronte del fatturato ma anche a capire come si orienterà la strategia di business futura, ha coinvolto 1.026 manager di altrettante aziende, un campione rappresentativo delle aziende del terziario, nel periodo 3-11 aprile.

Il 90% dei manager prevede un pesante calo di fatturato e il 39% del campione – in crescita dal 14% di fine marzo – stima una contrazione del 30%. Solo il 10% non prevede effetti negativi.

Le misure per affrontare la crisi sono nel 59% dei casi espansive e soprattutto di riconsiderazione e sviluppo del business. Tra le espansive la revisione di alcuni aspetti della catena del valore (42%), lo sviluppo di campagne di marketing (40%) la modifica, anche solo momentanea, del modello di business (30%), la spinta alle vendite con sconti e promozioni (26%), la revisione di alcuni aspetti della catena logistica (24%) e la scommessa su mercati e paesi meno toccati dalla crisi (16%). Ma non mancano anche me misure difensive: blocco assunzioni (33%), interruzione dei contratti a termine (24%), chiusura di punti vendita (3%) e licenziamenti (2%).

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Per bilanciare gli effetto negativi bisognerà spingere gli investimenti: la pensa così l’84% degli intervistati. Ed è l’Ict a registrare la principale aree di investimento (52%), seguita da comunicazione esterna (44%), comunicazione interna (38%), eventi (37%), formazione (32%) e consulenza (25%). A livello di media mix della comunicazione, il digitale dopo questa crisi registrerà un’accelerazione. Se il 35% del campione dichiara che non cambierà il media mix tra digitale e non, il 59% prevede invece una migrazione verso il digitale.

“La situazione è veramente difficile – sottolinea Guido Carella, presidente Manageritalia –  e i manager intervistati ne sono consci. Colpisce però l’approccio proattivo già volto alla ripresa con azioni forti e diffuse in ben più della metà degli intervistati a livello di marketing e vendite, così come l’aver subito affrontato cambiamenti duraturi o momentanei nei mercati serviti, nella catena del valore e logistica e nel modello di business, anche se è vero che stiamo parlando di aziende con una buona struttura manageriale e capacità di competere. Altrettanto significativa l’intenzione maggioritaria di investire ancor più di prima e di puntare su digitalizzazione e formazione”.

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