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Ict, in Lombardia più di 2mila posti a rischio

La denuncia della Fim Cisl. Il segretario generale Nicola Alberta: “Serve un ruolo più incisivo di Governo e istituzioni locali per rilanciare gli investimenti e valorizzare le competenze professionali”

12 Mag 2014

Antonello Salerno

E’ la Lombardia la Regione italiana a soffrire di più dei problemi che stanno attraversando le aziende dei settori dell’Ict e dell’alta tecnologia. Su circa 3.259 posti di lavoro a rischio sull’intero territorio nazionale, quasi i due terzi, quindi circa duemila, riguardano quest’area, dove hanno i propri stabilimenti Micron, Bames ex Celestica, Alcatel Lucent, Nokia Solution, Sirti, Italtel e Agile, che in Lombardia danno lavoro a più di 18mila persone. Per fare il punto della situazione la Fim locale, sindacato dei metalmeccanici della Cisl, ha organizzato a Omate, in Brianza, il convegno “Question Time”, a cui ha partecipato anche il sottosegretario all’Economia Pierpaolo Baretta.

“Al governo – afferma Nicola Alberta, segretario generale Fim Lombardia – chiediamo l’istituzione urgente di un comitato permanente di indirizzo sulle politiche industriali dell’Ict e dell’high tech, con il coinvolgimento dei soggetti sociali ed economici, per cogliere le potenzialità dell’alta tecnologia, favorire i nuovi investimenti e la ricerca, e consolidare gli insediamenti produttivi. Occorre un ruolo più incisivo dell’esecutivo nazionale e delle istituzioni locali, con l’adozione di politiche industriali sui settori specialistici e dell’alta tecnologia, la diffusione dei poli e dei cluster tecnologici, l’accelerazione del progetto della banda ultra larga (e di quella veloce), e l’attuazione coordinata a livello nazionale e regionale dell’agenda digitale. Il nostro Paese è in ritardo, le aziende disinvestono, e ciò è ancor più grave perché avviene in un comparto, quello dell’Ict e dell’Hi-Tech che non è in crisi, ma ha anzi potenzialità enormi di sviluppo. Il governo deve correre, dare indirizzi industriali al settore, creare le infrastrutture e l’ambiente tecnologico, sollecitare le aziende ad investire – conclude Alberta – Solo così potremo preservare l’enorme capitale umano di cui siamo dotati, salvaguardare l’occupazione, creare nuove competenze, innovare prodotti e servizi, per partecipare davvero allo sviluppo intelligente, sostenibile e inclusivo di Europa 2020”.

Nello specifico, dallo Studio Fim Cisl emerge che i posti di lavoro a rischio sarebbero 2.033 su un totale di 18.200 nella Regione, rispetto alle 112 imprese monitorate dallo studio. Tra i casi emblematici le vertenze che riguardano Agile a Pregnana milanese (200 lavoratori a rischio), Alcatel a Vimercate (140 lavoratori in Cigs), Bames e Sem (ex Celestica) a Vimercate (cassa integrazione a 0 ore per 379 lavoratori complessivi), Ibm Italia a Segrate (annunciati 290 esuberi per i quali è stato raggiunto un accordo di accompagnamento alla pensione ed esodi incentivati), Italtel di Castelletto di Settimo milanese (evitati i licenziamenti grazie all’accordo azienda-sindacati, con 800 lavoratori in contratto di solidarietà, 280 in Cigs con parziale rotazione e 200 esodi incentivati), Jabil di Cassina De’ Pecchi (attività cessata nel 2011, 50 dipendenti attendono il subentro in un imprenditore che rilevi l’attività), Micron Semiconductor di Agrate e Vimercate (circa 50 esuberi dopo una lunga trattativa con l’azienda rispetto agli iniziali 419 esuberi), Nesspro di Milano (8 esuberi), Nokia Solutions networks di Cassina De’ Pecchi (Accordo su Cig per 150 lavoratori ed esodi incentivati per 198), Pixel di Milano (mobilità per 10 lavoratori su 180 dipendenti), Sirti di Milano (annunciati 350 esuberi al termine del contratto di solidarietà che scade a fine maggio), e Valtellina di Gorle (con un accordo raggiunto per la tutela delle condizioni dei lavoratori).

Ma a fronte delle aziende in difficoltà la Fim Cisl traccia anche la mappa delle eccellenze industriali del settore, con Compel di Cornate D’Adda (160 dipendenti nel campo della produzione e ricerca nel settore dell’energia e fotovoltaico), il distretto High Tech Green di Vimercate (per la promozione e l’insediamento di nuove aziende nei settori dell’energia e dell’Ict, che oltre ai grandi gruppi comprende 64 le piccole aziende con circa 300 dipendenti), Engineering di Milano, con 402 dipendenti sui 7mila a livello nazionale (

Società di software e servizi avanzati per le imprese), Oracle di Cinisello Balsamo, con 348 dipendenti sui 1.200 a livello nazionale (informatica e servizi alle imprese), Siae Microelectronics di Cologno Monzese, con 680 dipendenti dei 900 in Italia (Progettazione, fabbricazione e fornitura di sistemi per telecomunicazioni), Siemens di Milano, con 1.429 dipendenti in Lombardia sui complessivi 2.333 in Italia, (progetti, reti, automazione, software industriale, medicale e energia. 50 mobilità volontaria. Assunzioni di ingegneri), ST Microelectronics di Agrate Brianza e Cornaredo, con 5.200 dipendenti dei 10mila a livello nazionale (Produzione e ricerca su processori, semiconduttori, silicio, microchip. Consorzio di ricerca Micron-St su nuove tecnologie) e TXT E-Solutions di Milano, con 372 dipendenti (Software e soluzioni per grandi imprese).

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