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Ict, lavoratori in crescita nonostante la crisi

Osservatorio Assintel: nel 2009 l’occupazione a +1,2%, in forte calo dal +5,8% del 2008, ma il comparto ha registrato performance migliori di altri settori. In aumento anche le retribuzioni

15 Dic 2009

Il mercato dell’It, come noto, è in decisa flessione. Il 2009
dovrebbe chiudersi con un calo stimato da Idc intorno al 4,6%, con
una punta del -10,4% per l’hardware. Una fotografia drammatica
anche se prevista di questo anno horribilis. Ma forse c’è un
dato di lettura di questi numeri che autorizza anche un pò di
ottimismo.

“Ci sono degli elementi sottesi",  ha osservato Antonio
Romano, general manager Idc Italy & Iberia Region, in occasione
della presentazione alla stampa e agli operatori
dell’Osservatorio dei profili professionali dell’It di
Assintel, che inducono a essere un pò fiduciosi. "La forte
caduta dell’hardware, per esempio, è riconducibile alla
esplosione della virtualizzazione che in un certo qual modo ha
avuto un impatto sulle vendite dei server fisici del 40%, proprio
per la decisione delle aziende di ridurre i server tradizionali a
favore di quelli virtuali. Questa ottimizzazione permetterà di
liberalizzare una parte di risorse normalmente impiegate in
attività di gestione e manutenzione del parco esistente che
verosimilmente si spera possono finire in nuovi progetti a parità
di budget It. Come noto in Italia vale la regola dell’80/20.
l’80% delle spese It serve alla gestione ordinaria e solo il 20%
va in nuovi investimenti”.

Romano è inoltre convinto che dopo questo periodo di forte
discontinuità il mercato ritornerà gradatamente ad essere più
sano e solido. Sano perché nel frattempo le aziende utenti si sono
liberate degli sprechi da eccessi fatti negli anni della bolla
Internet; più robusto perché nel frattempo l’offerta si è
sfrondata e grazie anche ai processi di aggregazione  è in gradi
di essere più coerente con le esigenze dei clienti.

E’ in questo contesto che si inserisce il nuovo mosaico delle
professionalità, di cui la ricerca di talenti è l’aspetto più
importante,
Si legge nell’Osservatorio che proprio dall’insieme di due
fenomeni specifici, la domanda di qualità da un lato e l’avvio
del processo di raggiungimento di un numero di operatori coerente
con le dimensioni del mercato dall’altro, scaturisce quel circolo
virtuoso che porterà a un mercato più sano e migliore. Una
situazione, viene sottolineato, dove finalmente la qualità avrà
l’opportunità di essere portata al mercato al suo giusto prezzo,
in una competizione aperta e trasparente, sfuggendo ai bandi di
gara che l’ipertrofia dell’offerta troppe volte ha ricondotto a
logiche economiche sbagliate a danno dell’ecosistema di mercato.
Sarà cosi? Per intanto va rilevato che nel 2009 l’occupazione
Ict, calcolata sulla base di un campione di 242 aziende con oltre
18mila addetti, è cresciuta  dell’1,2%, poco se si vuole
rispetto al 5,8% messo a segno nel 2008 ma buona rispetto alle
dinamiche di altri settori economici. In ogni caso il risultato è
frutto di un compromesso tra aziende a “crescita zero” (il 43%
del campione), aziende che hanno ridotto i livelli occupazionali
(19%) e aziende con un turnover positivo (38%), le meglio
attrezzate per affrontare il 2010.

Alcuni numeri sulle retribuzioni e i loro andamenti anno su anno.
La retribuzione media annua lorda di un dirigente è di 85.747 euro
(+2,8%); quella di un quadro di 51,494 euro (+2,7%) e quella di un
impiegato che lavora in una delle aziende del campione di 28.625
(+2,4%).
Da ultimo un accenno alle tariffe professionali, inserite per la
prima volta nell’Osservatorio. Da anni si sta assistendo a una
corsa al ribasso, proseguita anche nel 2009 ma in misura più
modesta rispetto agli anni prima. Un esempio. I livelli massimi
vanno dai 538 euro il giorno per un capo progetto (nel 2006 ci
volevano 700 euro) ai 256 euro per un programmatore.