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MERCATO

Il Bitcoin vola a +20%: fine della crisi?

Dopo un inizio d’anno nero la criptovaluta è risalita a 4.700 dollari, il valore massimo da novembre. Superata la soglia cruciale dei 4.200 che non permetteva di crescere, ma in azione potrebbe esserci un “compratore misterioso” che ha piazzato un ordine da 100 milioni dollari

02 Apr 2019

Patrizia Licata

giornalista

Il Bitcoin torna a crescere dopo un inizio d’anno nero: la criptovaluta più nota ha toccato oggi, secondo i dati di Coindesk, la quotazione di 4.700 dollari. Si tratta di un balzo in un solo giorno fino al 20% che ha fatto segnare il valore più alto da novembre 2018.

A metà marzo il Bitcoin era scivolato sotto i 4.000 dollari, l’80% in meno rispetto al picco di 19.800 dollari di dicembre 2017. Nel 2018 ha perso  480 miliardi di dollari di valore e a gennaio è arrivato a valore circa 3.500 dollari.

Sulla borsa di scambio lussemburghese Bitstamp, il Bitcoin ha anche brevemente raggiunto la quotazione di 5.000 dollari. La valuta digitale ha riguadagnato 14 miliardi di dollari di valore di mercato nelle ultime 24 ore, secondo CoinMarketCap. Negli scambi sulle borse asiatiche, il Bitcoin ha addirittura guadagnato il 20% portandosi oltre i 5.000 dollari per poi assestarsi sui 4.700 dollari.

Diversi esperti attribuiscono la crescita del Bitcoin al superamento della soglia critica dei 4.200 dollari. Per mesi la valuta virtuale è rimasta in un “limbo” in cui non è riuscita ad allontanarsi dal valore di 4.000 dollari, che ha tenuto il mercato depresso. Superati i 4.200, tornare a crescere è stato più facile, come ha spiegato alla testata Cnbc.com Mati Greenspan, senior market analyst della piattaforma di trading eToro.

Tuttavia, il balzo di oggi potrebbe anche essere legato all’azione di un “compratore misterioso”, ha indicato Oliver von Landsberg-Sadie, ceo di BCB Group, all’agenzia Reuters: l’aumento di valore probabilmente è stato innescato da un ordine algoritmico del valore di circa 100 milioni di dollari distribuito sulle maggiori piazze, le statunitensi Coinbase e Kraken e la lussemburghese Bitstamp. “C’è stato un singolo ordine gestito algoritmicamente su queste tre piazze pari a circa 20.000 Bitcoin“, ha affermato von Landsberg-Sadie. “Se si guarda ai volumi su ciascuno di questi tre mercati si sono registrate tre unità di volume concertate e sincronizzate di circa 7.000 Bitcoin in un’ora”.

Come sempre accade, l’andamento del Bitcoin ha influenzato tutte le altre criptovalute, favorendone l’apprezzamento: la quotazione sia di Ether che di Xrp è salita del 6%.

Il Bitcoin ha perso oltre il 76% del suo valore nel 2018 e resta decisamente al di sotto del record raggiunto a dicembre 2017. Qualche analista, però, comincia a tornare fiducioso: “Il Bitcoin si sta scrollando un po’ del sentiment negativo accumulato l’anno scorso”, afferma Charles Hayter, ceo di CryptoCompare.

Resta l’estrema volatilità del mercato della criptovaluta più nota, tanto che allo scorso World Economic Forum di Davos, Jeff Schumacher, fondatore di Bcg Digital Ventures, ha lanciato la fosca previsione secondo cui “il prezzo dei Bitcoin arriverà a zero. Penso si tratti di una straordinaria tecnologia, ma non è una valuta, in quanto non è fondata su niente”, ha aggiunto l’esperto. Schumacher ha tenuto a ribadire la distinzione tra la Blockchain, il supporto tecnologico su cui sono costruite le criptovalute, e il Bitcoin, moneta virtuale soggetta a enormi speculazioni e oscillazioni che hanno spaventato mercati e governi.

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