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L'ANALISI

Il destino del Bancomat? E’ nelle mani del digitale

Secondo un’indagine Cc Associates-Sia-Consorzio Bancomat l’innovazione rappresenta la chiave di volta. Priorità all’e-payment, in particolare via mobile. E alle porte anche le collaborazioni internazionali

01 Mar 2017

A.S.

In cima alle priorità dei circuiti domestici di carte ci sono lo sviluppo di nuovi servizi di pagamento e l’attenzione alle nuove tecnologie, che dovrebbero dare vita a standard tecnici condivisi per lo sviluppo congiunto di nuove soluzioni. E’ quanto emerge da un nuovo studio realizzato su scala mondiale da Cc Associates, Consorzio Bancomat e Sia, con la collaborazione della European Card payment association (Ecpa).

Dalla ricerca emerge un maggiore senso di ottimismo per il futuro dei circuiti domestici rispetto all’analisi realizzata nel 2013-2014: circa il 70% del campione infatti vede prospettive positive per il settore, contro il 56% della precedente rivelazione, e solo il 9% ritiene che la situazione stia peggiorando, contro il 32% due anni fa.

In termini di priorità e area di competenza dei circuiti domestici, la precedenza viene data allo sviluppo di nuovi servizi (56%). Quanto alla tecnologia, è al secondo posto con il 42%: molti circuiti credono di poter avere un vantaggio competitivo dalla definizione di specifiche proprietarie, con particolare riferimento alla tokenizzazione.

Alcuni circuiti, soprattutto in Europa, sostengono che il rispetto di requisiti legislativi in costante cambiamento figuri tra le preoccupazioni principali, mentre la maggior parte vede questo aspetto come “normale amministrazione”. Al terzo posto tra le priorità c’è infine la necessità di dare una risposta alla pressione commerciale attraverso l’incremento dei ricavi e/o la riduzione dei costi. La maggior parte dei circuiti domestici si è dichiarata favore a un’espansione della propria area di competenza oltre le carte, a partire dai pagamenti via mobile, ma prendendo in considerazione anche altre forme alternative di pagamento.

Quanto ai rapporti con gli altri player del settore all’estero, la ricerca mostra che la quasi totalità dei circuiti, il 92%, è favorevole a una maggiore collaborazione internazionale che, oltre ad essere sentita come una necessità, consentirebbe di ottenere benefici economici.

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