Il digitale "in deroga" alla privacy: così Israele punta a stanare il Coronavirus - CorCom

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Il digitale “in deroga” alla privacy: così Israele punta a stanare il Coronavirus

Avviato un sistema di controllo di cellulari e computer per la raccolta dati sulla diffusione dei contagi. Il ministro dei Trasporti Smotrich: “Misura estrema ma nessun Grande Fratello”. La piattaforma sarà utilizzata per 30 giorni, poi le informazioni saranno cancellate

16 Mar 2020

D. A.

Il governo israeliano ha approvato l’adozione di un apparato elettronico di controllo degli spostamenti della popolazione per impedire la diffusione del coronavirus, che nel Paese, attualmente, conta 200 individui positivi al tampone e nessun deceduto. A renderlo noto, il ministro dei trasporti Bezalel Smotrich senza entrare nello specifico delle caratteristiche del dispositivo. Sulla stampa si è diffuso oggi il timore che il governo intenda utilizzare tecniche di monitoraggio di antiterrorismo messe a punto dallo Shin Bet (i servizi segreti interni) per controllare gli apparecchi cellulari di quanti siano sottoposti a quarantena.

“Posso tranquillizzare tutti”, ha replicato lo stesso Smotrich su Twitter. “In Israele non c’è e non ci sarà un Grande Fratello. È una misura estrema giustificata da una situazione estrema e pericolosa, per salvare le vite di decine di migliaia di cittadini”. Questo apparato, che presumibilmente è in grado di monitorare i contatti e gli spostamenti dei dispositivi cellulari, dovrebbe avere lo scopo di inviare messaggi sms di avvertimento a chi fosse entrato a sua insaputa in contatto con persone contagiate. Una volta approvato dalla Knesset, resterà in funzione solo 30 giorni. Poi, secondo la stampa, le informazioni saranno distrutte.

Il punto di vista dell’esperto Jacob Perry

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Con un numero limitato di persone risultate positive ai tamponi (la popolazione conta nove milioni di abitanti), Israele sembra contrastare efficacemente l’espansione del contagio. Parlando con Agenzia nova, Jacob Perry, ex direttore dello Shin Bet dal 1988 al 1994, poi ministro della Scienza, della Tecnologia e dello Spazio nel 2013-2014 e deputato alla Knesset fino al 2018, avalla l’introduzione del nuovo sistema, che si aggiunge alle altre misure prese. “Per combattere la diffusione del virus sono state chiuse tutte le scuole, i ristoranti, sono stati annullati eventi pubblici e oggi circa 40 mila persone sono in quarantena. Il governo utilizza ogni mezzo di ispezione digitale per controllare, attraverso telefoni cellulari e computer, se le persone rispettano le misure di sicurezza e limitano i loro movimenti. È una penetrazione della privacy e c’è anche chi definisce antidemocratico questo sistema, ma penso che, in questo momento, la cosa più importante sia fermare la diffusione del virus”.

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