Il grande flop tecnologico delle primarie dem dell'Iowa - CorCom

USA 2020

Il grande flop tecnologico delle primarie dem dell’Iowa

Un problema nella raccolta dei dati nei caucus statunitensi ha impedito la diffusione dei risultati. Ecco cosa è successo

05 Feb 2020

Antonio Dini

Un grosso problema con la raccolta dei dati nelle prime elezioni primarie dei Democratici statunitensi ha impedito la diffusione dei risultati. Nessun hackeraggio nel caucus dello Iowa: tuttavia è avvenuta la più grave debacle tecnologica di sempre per la sicurezza informatica nella politica americana. Il fallimento è stato reso pubblico dagli stessi dirigenti del Partito democratico che avevano detto che negli ultimi quattro anni le capacità tecnologiche per il voto delle primarie stavano “accelerando significativamente”.

Lunedì i rappresentanti dei democratici incaricati di eseguire i conteggi dei voti provenienti dal caucus dello Iowa, il primo appuntamento per le primarie dei democratici che dovranno selezionare un candidato da contrapporre al presidente uscente Donald Trump a novembre, hanno riscontrato numerose incongruenze e irregolarità nei numeri. A tal punto da dover interrompere la procedura informatica e passare a un conteggio manuale dei voti. I rappresentanti hanno detto che “i dati sottostanti” inseriti nella app sono corretti, na non è chiaro a quali dati si riferiscano e come facciano a saperlo, riporta la stampa statunitense.

Un controllo sulla coerenza dei dati registrati dal sistema centrale nei 1600 caucus dello Iowa e in quelli delle comunità all’estero ha fatto venir fuori i problemi. “Le ragioni sottostanti queste inconsistenze dei dati – ha dichiarato in un comunicato il Partito democratico – non sono chiare e richiedono una ulteriore investigazione, che richiede a sua volta del tempo”.

L’azienda incaricata di gestire il voto elettronico è la startup Shadow Inc, gestita dalla azienda di investimenti non profit Acronym, che con un comunicato ha voluto a sua volta prendere le distanze dalla startup. In passato, nel 2016, i democratici avevano utilizzato un software prodotto da Microsoft, che quest’anno non è più stato utilizzato.
I democratici hanno spiegato che le procedure di backup hanno richiesto più tempo del previsto. I democratici sostengono che i problemi non hanno alterato i voti raccolti, anche se gli osservatori commentano che gli elettori vorranno sapere in che modo i dirigenti sono sicuri che questo non sia successo.

Secondo le osservazioni dei primi esperti, il problema incontrato dai democratici non è stato di cybersecurity, cioè nessun attacco è stato posto in essere contro il sistema informativo utilizzato nei caucus dello Iowa. Invece, il problema è più banalmente un malfunzionamento del software mal gestito che ha causato una interruzione delle procedure e che potrebbe aver anche comportato una perdita di voti mai realmente registrati o la cui registrazione non è più affidabile.
Le conseguenze di questa debacle avranno un impatto nel lungo periodo sull’utillizzo degli strumenti informatici nelle elezioni.

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