Il lockdown fa volare Nokia: vendite di apparati broadband a +22% - CorCom

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Il lockdown fa volare Nokia: vendite di apparati broadband a +22%

Durante la pandemia l’azienda finlandese ha registrato un picco degli ordini da parte delle telco che hanno avuto bisogno di aumentare le performance delle reti per dare più banda agli utenti

09 Giu 2020

Antonio Dini

Picco di vendite degli apparati di rete a larga banda per Nokia. Secondo l’azienda finlandese molte delle compagnie di telecomunicazione sue clienti hanno deciso di accelerare il potenziamento delle infrastrutture a causa della crescente domanda di utilizzo della larga banda da parte dei loro clienti, bloccati a casa dalla pandemia e impegnati in attività di telelavoro, videoconferenza, intrattenimento e streaming digitale.

«I clienti – ha detto Sandy Motley, presidente della divisione reti fisse di Nokia – dovranno accelerare i piani di crescita che avevano progettato negli scorsi anni. In questo periodo infatti stiamo vedendo alcuni clienti che ci stanno già chiedendo di potenziare i loro impianti». La manager ha anche detto che gli ordini per gli apparati destinati alla rete fissa sono aumentati del 22% nel primo trimestre.

Secondo l’azienda finlandese prima dell’emergenza coronavirus i suoi clienti avevano pianificato una crescita nei prossimi anni delle proprie reti attorno al 30-40%, assumendo che il traffico dati sarebbe cresciuto più o meno secondo quei volumi. Invece, secondo Nokia, il lockdown e il conseguente passaggio a modalità di lavoro da remoto, che probabilmente non scompariranno del tutto in futuro, oltre al consumo di dati in streaming per l’intrattenimento da casa, hanno portato a una netta accelerazione dei bisogni e quindi della domanda.

L’accelerazione del mercato degli apparati di rete per la larga banda non coglie completamente alla sprovvista l’azienda finlandese, ma potrebbe essere arrivata un po’ troppo presto. Infatti Nokia ha potenziato la sua capacità commerciale e produttiva per gli apparati di rete fissa nel 2016, grazie all’acquisto di Alcatel-Lucent, pagata 15,6 miliardi di euro. La business unit da allora ha visto un calo del fatturato del 18% nel primo trimestre (anno su anno) e del 5% tra il 2018 e il 2019. Ma secondo Motley questo è solo un effetto della natura ciclica di quel tipo di mercato.

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«Abbiamo visto alcuni parziali aggiornamenti delle reti dei nostri clienti, ma riteniamo che il grosso avverrà nel medio e lungo termine», ha detto la manager.

Per Nokia, comunque, una spinta per la crescita di questo mercato viene dall’attuale regolamentazione europea. La Commissione europea ha infatti disposto che entro il 2025 tutte le case del Vecchio continente, siano esse in città o in campagna, debbano poter avere accesso a reti che offrono velocità di download di almeno 100 Mbps. questo richiederà uno sforzo molto grande da parte delle telco soprattutto per superare il “rural divide”, cioè il divario digitale tra campagna e città.

Secondo Stefaan Vanhastel, Cto della divisione reti fisse di Nokia, questo tipo di crescita richiede tempo. «Stiamo vedendo alcuni operatori che cominciano ad accelerare l’installazione di reti in fibra ottica», ha detto. L’operazione, ha aggiunto il manager, richiede però tempo e incontra varie difficoltà sia economiche che di tipo regolamentare e nella tempistica di realizzazione dei lavori sul territorio.

Secondo la società di ricerca Analysys Mason, il 90% del traffico internet europeo passa dalla larga banda su rete fissa. L’opportunità di mercato però non è stata ancora colta da Nokia, se si vanno a leggere i dati economici dell’azienda finlandese. Nel 2019, infatti, la divisione Fixed Access di Nokia ha cubato circa il 10% delle vendite complessive, mentre il Mobile Access ha pesato per il 64% del giro d’affari.

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