IL SERVIZIO

Il pasto in un click, UberEats sbarca a Milano

Parte da oggi il servizio a domicilio con oltre 100 ristoranti disponibili. Mangiaracina (Osservatori Polimi): “Food delivery comparto promettente”

26 Ott 2016

Parte da oggi il servizio a domicilio con oltre 100 ristoranti disponibili. Mangiaracina (Osservatori Polimi): “Cibo pronto comparto promettente”

Uber sfida Amazon anche in Italia: lancia a Milano il servizio Eats, per la consegna di pasti a domicilio su richiesta. “Dopo Londra, Parigi, Amsterdam e Bruxelles, Milano non poteva che essere la prima tappa italiana – spiega Carlo Tursi, General Manager di Uber Italia – Considerato il successo riscosso nelle altre città europee, ci aspettiamo che la ‘piazza’ di Milano risponda con altrettanto entusiasmo. Al momento il servizio sarà attivo solo a Milano ma ci auguriamo di poter arrivare presto anche in altre città italiane”.

Il servizio di consegna con un click consente, 7 giorni su 7, di prenotare pasti grazie ad una app (disponibile sia su Android sia su iOS). Sul sito ubereats.com c’è la selezione di ristoranti “in grado di soddisfare ogni genere di palato: dai puristi della cucina tradizionale italiana o di quella salutare e vegana agli amanti dello street-food”. Il tutto senza un minimo di ordine e spese di consegna. Le consegne vengono effettuate da corrieri-partner. Uber ha iniziato nel 2009 la sua attività di prenotazione di auto con conducente tramite applicazione, UberEats è nata nel 2014 a Los Angeles come progetto sperimentale. Ora è disponibile in 13 paesi e 44 città nel mondo tra cui Londra, Amsterdam, Dubai e Tokyo.

Uber Eats è in un settore del cibo online che sta rapidamente crescendo grazie anche agli apripista Amazon ed eBay, soprattutto in territorio Usa. Da circa un anno è sbarcata proprio a Milano la consegna di Amazon di cibo fresco e di altri prodotti per la casa, che fa parte del servizio Prime Now (che prevede un abbonamento a pagamento). E cresce l’utilizzo di app come Foodora e Deliveroo.

“Il settore del food arricchisce ulteriormente la sua offerta nel segmento della consegna del cibo pronto con UberEats. Quello del cibo pronto è un comparto molto promettente e dalle grandi potenzialità online, poiché ancora poco sfruttato sulla rete e particolarmente frammentato (sono nell’ordine delle centinaia di migliaia i ristoranti/locali nel nostro Paese) – spiega il direttore del’Osservatorio eCommerce B2c del Politecnico di Milano, Riccardo Mangiaracina – Come avvenuto in altri comparti (vedi la prenotazione delle camere di albergo o il couponing), la capacità di aggregazione di operatori specializzati come in questo caso Deliveroo, Just Eat e Foodora, oltre che da oggi UberEats, sarà decisiva”.

In questo business, però, avverte Mangiaracina, “serve essere moltoefficienti nella consegna, perchè è qui che si gioca la sostenibilità delle iniziative”. “Per farlo -spiega- servono due cose: volumi elevati e software/algoritmi di gestione dei driver efficaci. I volumi si raggiungono sia agendo sulla domanda (clienti) che, soprattutto, sull’offerta (i ristoranti). L’aggregazione di un numero elevato di ristoranti è fondamentale sia per essere attrattivi nei confronti della domanda sia per aumentare i flussi”.

Questo spiega le acquisizioni avvenute negli ultimi tempi – “come Just Eat che acquisisce PizzaBo”, ricorda Mangiaracina.

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“Non pensiamo quindi – aggiunge il direttore dell’Osservatorio- che a tendere ci sarà spazio per molte iniziative in questo specifico comparto. I volumi si ottengono anche con l’aumento della capacità produttiva dei singoli ristoranti che, non sempre capaci a soddisfare la domanda generata attraverso le piattaforme, sono costretti ad investire in capacità produttiva dedicata all’online (aprendo cucine anche in luoghi più decentrati)”. Per quanto riguarda il software ha l’obiettivo, ricorda Mangiaracina, “di massimizzare il numero di consegne di un fattorino in un certo periodo di tempo”.

“Per farlo deve essere capace di tenere in considerazione diversi criteri nell’assegnazione della consegna al driver/rider: la sua
posizione rispetto al punto origine e al punto di consegna, il mezzo che utilizza per la consegna (e conseguenti tempi stimati per l’operazione), l’esistenza di consegne successive vicine al punto di destinazione della precedente”, conclude.

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