DIGITAL ECONOMY

Il Regno Unito si tiene strette le startup, sul piatto 400 milioni

Il governo di Londra annuncia un contributo al venture capital finalizzato a far crescere “la Google o Facebook del futuro” ed evitare che gruppi esteri si comprino le innovazioni hi-tech made in Uk

24 Nov 2016

Patrizia Licata

Non solo investimenti in banda larga: il Cancelliere dello Scacchiere britannico Philip Hammond vuole anche fare di più per trattenere in Regno Unito le migliori start-up dell’hitech.

Quattrocento milioni di sterline è quanto il governo è pronto a mettere sul tavolo per evitare che le star nascenti dell’economia digitale siano facilmente acquisite da gruppi esteri, ha annunciato Hammond nel tradizionale Autumn Statement, l’aggiornamento del budget pubblico: la somma verrà messa a disposizione come fondo di ventura tramite la British Business Bank e, secondo Hammond, sarà usata per liberare 1 miliardo di sterline di nuovi capitali per le aziende che muovono i primi passi.

A inizio anno, la telco giapponese Softbank ha acquisito Arm, la società che progetta chip e ha sede in Grab Bretagna, per 28,8 miliardi di sterline. Arm non è una start-up, ma l’operazione ha suonato come un campanello d’allarme alle autorità britanniche: il Regno Unito non vuole rischiare di perdere le sue tech companies più preziose.

“Non riusciremo mai a far crescere qui la prossima Google o Facebook: ogni volta che le migliori aziende tecnologiche cominciano a farsi grandi, ecco che qualcuno da fuori se le compra”, aveva detto a luglio l’ex segretario allo sviluppo e innovazione Vince Cable.

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Il Cancelliere Hammond ha a suo tempo lodato l’operazione SoftbankArm definendola un voto di fiducia dato dal colosso giapponese all’eccellenza hitech e al sistema imprenditoriale britannico; tuttavia nell’Autumn Statement Hammond ha cambiato tono, visto che al Parlamento ha detto di voler prendere di petto “l’annoso problema” di aziende hitech che nascono e si sviluppano in Gran Bretagna e vengono poi acquisite da colossi industriali senza riuscire a diventare grandi con le proprie forze.

Qualche commentatore osserva che la strategia del governo potrebbe non essere efficace: molte start-up falliscono comunque e i fondi a disposizione potrebbero non essere sufficienti. Inoltre, i venture capitalists non sono di solito investitori di lungo termine e una rapida vendita dell’azienda in cui hanno investito è parte della loro naturale exit strategy. L’idea del governo è però non certo di evitare queste vendite ma far sì che sia più facile che a comprare sia un gruppo britannico e non straniero.

Nell’Autumn Statement Hammond ha annunciato anche uno stanziamento di più di 1,1 miliardi di sterline per la banda ultralarga e il 5G: Londra creerà un fondo da 400 milioni di sterline per le infrastrutture digitali e assegnerà 740 milioni di sterline agli enti locali per il finanziamento dei trail del 5G e la realizzazione di infrastrutture ancillari, compresa un’ulteriore diffusione della fibra ottica.