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L’INIZIATIVA

Il supercomputing va in orbita: missione esplorazione dello spazio

Dopo il successo dei primi test Hpe porta sulla Iss un nuovo progetto per lo Spaceborn Computer. Eng Lim Goh: “Possibili scoperte rivoluzionarie”

05 Nov 2018

A. S.

Si avvicina il momento della prima vera e propria missione spaziale per il superprocessore “Spaceborn computer” a bordo della stazione spaziale internazionale, che sarà chiamato ad attività di ricerca basate sull’High performance computing basati sulla piattaforma Hpe Apollo 40 direttamente in orbita, per una potenza di calcolo di un TeraFlops, un trilione di operazioni in virgola mobile al secondo.

Spaceborne Computer è il primo supercomputer commerciale lanciato nello spazio da Hewlett Packard Enterprise in collaborazionecon la Nasa, l’agenzia spaziale statunitense, per un test di resistenza e performance di un anno.

Superata con successo questa prima missione, al supercalcolatore sarà assegnata la missione di sfruttare le sue capacità di calcolo a bordo della Iss dando la possibilità agli astronauti di effettuare analisi direttamente sul posto anziché trasmettere i dati sulla Terra.

“La nostra missione – spiega Eng Lim Goh, chief technology officer e vice president Hpc and AI di Hpe – è quella di fornire tecnologie innovative che permettano di raggiungere nuove frontiere, sulla Terra o nello spazio, e compiere scoperte rivoluzionarie mai immaginate prima. Dopo aver imparato importanti lezioni grazie al successo del nostro primo esperimento con lo Spaceborne Computer, stiamo ora continuando a collaudarne le potenzialità rendendolo disponibile ai ricercatori della Iss e fornendo loro gli strumenti informatici che possono proiettare l’esplorazione spaziale a un nuovo livello”.

Grazie a questa nuova missione sarà possibile velocizzare il time-to-solution per l’esplorazione spaziale, eliminando il tempo di latenza che interviene quando si trasmettono dati da e verso i centri terrestri, raggiungere nuove frontiere nello spazio

Consentendo ai ricercatori della Iss di preservare la bandwidth per le comunicazioni di emergenza e per mettere alla prova i limiti della comunicazione nello spazio, e accrescere le scoperte attraverso l’intelligenza artificiale, aumentando l’indipendenza degli esploratori grazie a insight più efficaci.

“Lo Spaceborne Computer è un perfetto esempio di utilizzo della Stazione Spaziale Internazionale come leva per l’innovazione – sottolinea David Hornyak, responsabile technology demonstration research portfolio Iss della Nasa – Spaceborn Computer è una soluzione commerciale finanziata e sviluppata da Hpe che sta ridefinendo lo stato dell’arte del computing nello spazio, fornendo per la prima volta servizi commerciali di supercalcolo su un veicolo spaziale, dimostrando così capacità simili a quelle di cui Nasa potrebbe aver bisogno di perseguire per l’esplorazione”.

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