TECNOLOGIE

Il teatro si dà alla virtual reality: Italia prima al mondo

Nel nostro Paese il debutto mondiale del primo ciclo di performance completamente immerse nella realtà virtuale con ambienti e scenografie 3D. Dal 26 ottobre a Pisa nel laboratorio di robotica della Scuola Superiore Sant’Anna

21 Ott 2016

F.Me.

Sarà in Italia il debutto mondiale del primo ciclo di performance teatrali completamente immerse nella realtà virtuale, con ambienti e scenografie in 3D visibili attraverso speciali occhiali indossati da artisti e spettatori. Frutto della collaborazione tra l’Accademia Teatrale di Firenze e la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, questa nuova stagione hi-tech prenderà il via mercoledì 26 ottobre a Pisa, con il primo spettacolo ospitato su un palcoscenico d’eccezione: il Laboratorio di robotica percettiva (Percro) dell’Istituto TeCIP (Tecnologie della Comunicazione, Informazione, Percezione) della Scuola Sant’Anna a Ghezzano di San Giuliano Terme.

La “prima” sarà in realtà una prova aperta agli spettatori, in cui gli attori reciteranno muovendosi all’interno di uno spazio fisicamente vuoto, ma popolato da scene virtuali che si genereranno di volta in volta, variando a seconda del testo interpretato o della performance frutto dell’ispirazione estemporanea. Le successive prove aperte diventeranno parte integrante di sperimentazioni che si ambienteranno grazie a tecnologie di realtà virtuale e tridimensionale, pronte a illustrare testi scelti di volta in volta. A conclusione di questo ciclo, andrà in scena a Firenze uno spettacolo ambientato in un teatro tradizionale, ma con scenografie virtuali in 3D.

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”Si tratta di un progetto dall’eco globale, innovativo e impensabile fino a poco tempo fa, alla scoperta di nuove tecnologie interattive che apriranno scenari rivoluzionari nel campo del teatro e delle arti performative”, commentano Pietro Bartolini, direttore dell’Accademia teatrale, e Massimo Bergamasco, direttore dell’istituto Tecip. ”Al pari del cinema, della letteratura e del teatro, la realtà virtuale è considerata una delle tante forme narrative possibili. Questo innovativo strumento – aggiungono – permette all’attore di vivere esperienze reali in mondi ricreati su scenografie virtuali dove si può interagire in libertà con gli elementi presenti”.